A pochi giorni dalla nomina come nuovo presidente della partecipata, di Gaetano Tafuri, tornato in sella dopo la precedente esperienza durante il governo Crocetta, la Federazione Autonoma dei Sindacati dei Trasporti, conferma il sostegno al nuovo manager e al governo regionale su questa scelta, rimarcando però la necessità di risanamento dell’azienda prima della possibile fusione con Fce, in una holding prevista per legge, che unifichi il trasporto su ferro e gomma. Il segretario regionale Fast Confsal, Giovanni Lo Schiavo, in questo senso, non ha dubbi: “solo dopo la ristrutturazione dell’Ast si potrà pensare davvero alla creazione di questa possibile s.p.a. Siamo fiduciosi che la Regione voglia recuperare l’azienda e garantire anche ordine e legalità dell’azione amministrativa della partecipata”

“Per troppo tempo l’Ast è stata considerata un carrozzone” -prosegue Lo Schiavo- “ed è sotto gli occhi di tutti che la Partecipata della Regione, allo stato attuale in cui si trova e nella precaria condizione finanziaria nella quale è stata portata dai vari Amministratori, via, via, succedutisi, non può andare da nessuna parte”.

Ed in effetti, cifre alla mano non è un mistero che la situazione finanziaria dell’Ast sia disastrosa da tempo, con il bilancio del 2015 chiuso con -125.000 euro e un disavanzo accumulato negli anni di 100 milioni già nel 2012, come ampiamente lamentato sei anni fa appunto, nell’interrogazione all’Ars presentata dal deputato regionale Marco Falcone sul terrificante buco e sul rischio concreto di fallimento e possibile smantellamento.

La volontà dell’attuale governo regionale sembra essere quella di recuperare l’azienda di cui è proprietaria al 100% per poi inglobare anche le Fce, come stabilito dalla legge ed evidenziato nel programma pre elettorale del Presidente Nello Musumeci, malgrado le difficoltà di un’operazione ormai divenuta quasi un’utopia negli anni.

La scelta di Tafuri come nuovo vertice, dopo il suo allontanamento dall’Ast durante il quinquennio Crocetta, probabilmente per aver denunciato alcune irregolarità, può rappresentare un segnale forte, ma l’azione di ripresa della partecipata regionale non può fermarsi qui, come Lo Schiavo spiega a Sudpress: “Solo con una giusta e oculata operazione di recupero nel tempo, a livello finanziario e strutturale dell’Ast, attualmente ancora in grande difficoltà, sarà poi possibile realizzare il bel progetto della holding con Fce, non prima”- conclude.