Comincia proprio male questa legislatura regionale. Una delle poche IPAB, enti di pubblica assistenza, che pare funzionare dopo anni di “singolari” gestioni è il catanese Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di via Etnea. Con l’ultima amministrazione, che vede impegnati il presidente Panvini e il dr. De Natale in maniera particolare, è stato risanato un bilancio fortemente esposto e riaperto l’istituto alle attività ed all’esterno. Abbiamo partecipato al pranzo di Natale registrando un clima di grande serenità ed operosità all’interno. Oggi apprendiamo che l’assessore regionale “autonomista”, la farmacista nissena Maria Ippoliti, avrebbe dato ordine, con qualsiasi motivo possibile (e spiegheremo perché) di azzerare l’attuale governance. Si, comincia proprio male.

La dottoressa Maria Ippoliti è approdata ad uno dei più importanti assessorati regionali, quello della Famiglia, Politiche Sociali e del Lavoro, dopo aver partecipato alle elezioni regionali candidata nella lista “Popolari e Autonomisti” racimolando 2.118 voti in tutta la provincia di Caltanissetta, arrivando 15esima tra tutti i 36 candidati, di cui appena 395 nel capoluogo: non brillantissimo per la presidente dell’ordine dei farmacisti che ai colleghi, con una lettera inviata “nella qualità” aveva chiesto sostegno e persino contributo economico.

Però si è ritrovata comunque catapultata nella gestione di alcune tra le più drammatiche urgenze della regione: il Lavoro con tutte le sue vertenze aperte e i manifestanti nelle strade, le Politiche Sociali praticamente all’anno zero e la Famiglia che è meglio non parlarne.

Queste in pratica le responsabilità dirette della dr.ssa Ippoliti: Programmazione, funzionamento e qualità del sistema integrato dei servizi e degli interventi socio-assistenziali e socio-sanitari. Promozione e sostegno delle famiglie. Promozione e sostegno del terzo settore. Inclusione sociale. Vigilanza e controllo sulle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (Ipab). Servizio civile. Lavoro. Attività ispettive e di vigilanza sul lavoro. Emigrazione ed immigrazione. Cantieri di lavoro. Fondo siciliano per l’occupazione. Servizi pubblici per l’impiego. Ammortizzatori sociali. Politiche attive del lavoro. Orientamento e servizi formativi e per l’impiego. Ciapi. Incentivi per l’occupazione. Formazione in azienda e nell’ambito dei rapporti di lavoro. Tirocini e stage in azienda. Apprendistato e contratti di inserimento. Fondo per l’occupazione dei disabili. Lavori socialmente utili e workfare. Statistiche. Diritti civili. Pari opportunità. Previdenza sociale e assistenza ai lavoratori. Rapporti con gli enti pubblici relativi.

Un bel da fare, non c’è che dire.

Ma, da voci di corridoio interne all’assessorato, pare che una delle principali preoccupazioni dell’assessore nelle prime settimane del suo mandato sia trovare il modo di aggredire l’attuale governance dell’istituto catanese ospizio per ciechi Ardizzone Gioeni.

La prova di questa volontà è data da un fatto documentale e di facilissima interpretazione: nella stessa giornata dello scorso 21 dicembre vengono protocollate, stranissima “coincidenza temporale”, le dimissioni di Antonino Costumati e Giovanni Cudia, due dei 3 consiglieri in carica che, con il presidente, costituiscono il consiglio di amministrazione.

Qualora efficaci, queste dimissioni avrebbero dovuto, secondo la visione dell’assessorato, provocare la decadenza dell’organo per impossibilità di funzionamento e quindi il commissariamento su nomina, guarda caso, proprio dell’autonomista assessore Ippolito.

Operazioncella da manuale: ragionevole pensare che i due “dimissionari coincidenti” abbiano ricevuto un qualche “ordine di scuderia” e che l’operazione fosse finalizzata all’ennesima occupazione del solito ente buono per accontentare qualche clientes e magari saccheggiarlo come già fatto nel recente passato.

Peccato che non sia così, considerato che la legge prevede la permanenza in carica a tutti gli effetti dei dimissionari sino ala nomina dei successori.

Il consigliere dimissionario Cudia ha poi ritirato le sue dimissioni e nel frattempo ne viene nominato uno di assoluto prestigio come l’avvocato acese Vincenzo Mellia.

Detto tra parentesi, con l’attuale gestione, si è registrato un considerevole risanamento finanziario ed il rilancio della struttura, addirittura con il prossimo varo di un centro di ricovero per pluriminorati di cui si parla da anni e che potrà svolgere un importante servizio di assistenza a decine di famiglie disperate.

Per questo siamo certi che il presidente Musumeci vorrà intervenire per fare chiarezza sulla vicenda.

Se l’assessore, o chi per lei, ha motivi per azzerare una governance che funziona, facendo così danno agli utenti ed alla stessa regione, ne fornisca pubblicamente le ragioni prescritte dalla legge, in caso contrario è molto meglio che ci tolga subito le mani e pensi a risolvere i tanti problemi di sua competenza piuttosto che crearne di altri.