Da assemblea sindacale di sole due ore ad assemblea permanente con annesso annuncio di uno sciopero per il prossimo 16 e 17 giugno. È quanto accaduto durante l’assemblea sindacale prevista per le sole prime due ore lavorative del 5 giugno 2017, a proposito dei pagamenti arretrati di 10 stipendi per le circa 60 lavoratrici dei due asili e due spazi giochi a Catania, di un asilo nido e uno spazio giochi a Misterbianco e uno spazio giochi a Motta, tutti facenti parte del distretto sanitario 16 di cui il comune di Catania è capofila

In attesa di ricevere notizie dall’amministrazione comunque, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per i giorni 16 e 17 Giugno 2017 con astensione totale dalla prestazione lavorativa, seppure con tutela delle prestazioni essenziali previste dalla normativa vigente.

A fronte di questa situazione i segretari dei sindacati Snalv, Antonio Santonocito, e Cgil, Gaetano Agliozzo, unitamente a tutte le associazioni datoriali, chiedono un urgente incontro con l’amministrazione “per trovare le necessarie e rapide soluzioni, perché è tutto assurdo” sostiene il segretario regionale dello Snalv Confsal Antonio Santonocito.

I continui ritardi nei pagamenti sono dovuti al sistema di funzionamento dei Pac, piani d’azione e coesione, che prevedono il pagamento da parte del distretto in tranches solo a seguito di validazione della rendicontazione dell’ente gestore da parte dell’assessorato regionale e successivo provvedimento ministeriale. La prassi è lenta e complicata e fa si che trascorrano diversi mesi prima di essere espletata.

Erano stati promessi loro almeno 5 stipendi dopo i necessari passaggi burocratici, ma ad oggi non si hanno notizie sulla concreta erogazione delle mensilità arretrate e stanche di aspettare, le lavoratrici stanno puntando i piedi perché vengano rispettati i loro diritti.

Seppure in assenza del recepimento del giusto compenso economico, le ausiliarie e le educatrici non hanno mai fatto mancare i loro servizi ai bambini. “Sono come i nostri figli, li vediamo crescere e non vogliamo certo che ci vadano loro di mezzo”, affermano insieme. Le difficoltà però non mancano e tutti lamentano tanta stanchezza oltre a lodare le famiglie che le sostengono.

Ausiliarie ed educatrici svolgono ruoli diversi ma si trovano a condividere la stessa stretta barca. “Ci sentiamo sminuite in quanto lavoratrici e avvilite in quanto persone. Non è corretto attendere così tanto lo stipendio, frutto del proprio lavoro”, afferma Stefania Germanò, ausiliaria.