Non se ne era accorto nessuno, né la Responsabile dell’Anticorruzione del comune di Catania Antonina Liotta né il Segretario Generale della Camera di Commercio Alfio Pagliaro, che da oltre 6 mesi vi era un consigliere camerale che ricopriva incompatibilmente la carica di assessore nella giunta Bianco. Settimana scorsa, e solo dopo l’articolo di Sudpress del 12 marzo, l’ex segretario della UIL Fortunato Parisi ha deciso di rinunciare all’incarico presso la Camera di Commercio e rimanere al comune come assessore ai Servizi Sociali, naturalmente continuando a non pagare gli operatori dei servizi, a consentire transazioni milionarie con le case di riposo senza intervenire sulle convenzioni “vuoto per pieno” e a non presentare l’apposito regolamento per i ricoveri. Forse sarebbe stato meglio se fosse rimasto alla Camera di Commercio…

Resta in piedi la questione delle dichiarazioni depositate dal dr. Fortunato Parisi in cui affermava di non incorrere in situazioni di incompatibilità mentre, come abbiamo visto, incompatibile lo era eccome.

Il 12 marzo abbiamo ricostruito, allegando i documenti, la consecutio degli incarichi ottenuti dal dr. Parisi che, come altri suoi colleghi, dalla dirigenza sindacale ha spiccato il volo verso una brillante carriera politica scegliendo di condividere la brillantezza della giunta Bianco per quanto ormai in scadenza.

È stato evidenziato come la sua contemporanea presenza nella giunta comunale e nel consiglio camerale che ha eletto presidente Pietro Agen fosse del tutto illegittima e, nonostante vi siano degli appositi organi deputati a controllare proprio questi aspetti, nessuno si era sognato di rilevarlo.

Figuriamoci se al comune di Catania, dove hanno tutti gli appalti più importanti in proroga e con alcuni dirigenti finiti nel mirino della magistratura, si accorgevano di una cosa simile.

Per non parlare della Camera di Commercio dove da oltre 6 mesi non riescono nemmeno ad approvarsi lo statuto.

Ecco che allora è stato necessario porre la questione alla Pubblica Opinione per indurre l’assessore-consigliere a prendere una decisione.

E l’ha presa, rimanendo a presidiare i Servizi Sociali dell’amministrazione Bianco, con grande giubilo degli operatori.

Giubilantissimi.