Non è andata come si aspettava. La cavalcata della Lega su Catania non è andata secondo i programmi di Matteo Salvini e dei suoi, nonostante il vento a favore a Palazzo degli Elefanti. La piazza non lo accoglie bene: non ci sono folle oceaniche di contestatori come è sembrato dai commenti su Facebook, ma a mancare sono sicuramente i suoi.

Lo sparuto gruppetto di sostenitori presente in piazza prima dell’arrivo del Ministro leghista è stato costretto a ripiegare su Siracusa. Hanno invano tentato di sventolare le magliette aspettando e sperando in un selfie col Capitano. Il resto della piazza li ha costretti alla ritirata.

Se non fosse stato per il grande e sapiente lavoro per gli uomini della Digos qualche tafferuglio ci sarebbe anche stato. Ma senza caschi né assetto anti sommossa, gli uomini di Marika Scacco sono stati capaci di tenere a bada i soliti facinorosi riscaldati dalle alte temperature di questa domenica dell’estate italiana. I cori, uno/due spintoni, qualche fischio: “Odio la Lega, Catania non si Lega”. I leghisti se ne vanno. In piazza restano i contestatori, poco più di 500 nel momento di massimo assembramento.

È così Matteo Salvini non trova nessuno ad accoglierlo e rinuncia all’arrivo con annesso bagno di folla di rito, per accontentarsi dell’ingresso in auto dal retro di Palazzo degli Elefanti, in sordina.

Ad attenderlo giù il sindaco, il prefetto e giusto qualche fotografo, mentre la stampa era stata fatta accomodare in Sala Consiglio per “godere dell’aria condizionata” con ogni altra porta d’accesso ai corridoi del Palazzo interdetta.

Così il Capitano evita la piazza ed evita il contatto diretto con la stampa. Fa il suo discorso – tutt’altro che istituzionale – davanti alle telecamere attorno al tavolo della Sala Giunta: Pogliese alla sua destra, Cantarella alla sua sinistra. Parla di crisi di Governo, dell’Italia del Sì contro l’Italia del No, dell’accordo Renzi/Di Maio, della scelta democratica di tornare alle urne.

Matteo Salvini in diretta da Palazzo degli Elefanti

Publiée par Sud Press sur Dimanche 11 août 2019

Risponde a qualche domanda e poi, dopo l’omaggio del sindaco e del presidente del Consiglio , rientra nelle segrete stanze.

Da Prestipino il tavolo è pronto per la granita già alle 16:00, mentre il Ministro era ancora a Letojanni probabilmente.
Ma le condizioni non ci sono, rischia di diventare un massacro politico. Così il vice premier guadagna l’uscita con l’auto blu mentre qualcuno, riuscendo a divincolarsi dal cordone della polizia, prova a inseguirlo e a protestare lanciando una bottiglietta d’acqua.

La protesta in piazza

Publiée par Sud Press sur Dimanche 11 août 2019

“Traditore! Questa è la casa dei catanesi”. La piazza, andato via Salvini, inveisce contro il sindaco accusato di aver concesso un comizio in diretta da Palazzo degli Elefanti.

Gli uomini di Marika Scacco rimettono tutto in ordine: cordone ampio per diradare la folla e in meno di un quarto d’ora tolgono i caschetti e tutti a casa.

A Salvini e ai suoi resta l’amaro in bocca ed è palese. Lo sguardo teso al suo arrivo a Siracusa lo dimostra: avanza a passo svelto, anche se ad attenderlo nella distanza che lo separa dal palco ci sono solo i suoi. Niente selfie, qualche stretta di mano fugace.

Grazie Siracusa, grazie della forza che mi date! E bacioni anche ai soliti “democratici” compagni “carolanti” dei porti aperti che sono venuti a salutarmi gridandomi “assassino” (!), che noiosi! 😘

Publiée par Matteo Salvini sur Dimanche 11 août 2019

Nel video le note di “Vincerò” coprono i cori di protesta, che però ci sono. Anche se la narrazione del Capitano la racconta tutta rose e fiore con la piazza ad applaudire il vice premier in eterna campagna elettorale a mandare “bacioni”.

Salvini contestato a Siracusa.

Publiée par Francesco Nicosia sur Dimanche 11 août 2019