Inevitabile il putiferio scatenato dall‘arresto del sindaco di Priolo Antonello Rizza, candidato in Forza Italia a sostegno di Nello Musumeci. Musumeci sostiene di averne rifiutato la candidatura nel suo movimento Diventerà Bellissima, mentre Gianfranco Miccichè parla chiaramente di “Giustizia ad orologeria”.

 

Il sindaco di Priolo era venuto da noi tre volte per essere candidato nella lista di DiventeràBellissima e abbiamo detto di no perché chi ha problemi con la giustizia prima deve pensare a risolverli e poi torni a fare politica”. Così il candidato alla presidenza della Regione siciliana Nello Musumeci, a margine della presentazione a Palermo della lista Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia, ha commentato l’arresto del sindaco di Priolo Gargallo Antonello Rizza.

Musumeci ha poi proseguendo chiarendo meglio la sua posizione:  “Saranno i cittadini a fare pulizia dei candidati impresentabili, quella pulizia che non sono riusciti a fare i partiti. E’ una tara genetica che ci portiamo dietro noi siciliani. Dobbiamo convincerci che rinunciare a 10mila voti è sempre meglio che perdere la credibilità politica”.  “Ho detto con estrema chiarezza – ha aggiunto – che se nella mia coalizione ci sono candidati che hanno problemi con la giustizia non votateli”.

Guarda invece con sospetto ai tempi di questo arresto il coordinatore di Forza Italia Gianfranco Miccichè: “Quando abbiamo depositato le liste di Forza Italia mi sono assunto la responsabilità dei nomi scelti. Mi piacerebbe che anche la magistratura, ogni tanto, si assumesse la responsabilità delle proprie scelte e, soprattutto, delle proprie azioni”. “Perché – aggiunge – è proprio la magistratura a perdere credibilità quando interviene in piena campagna elettorale con un arresto o con indagini a carico di un candidato. La vicenda di Sandra Lonardo e Clemente Mastella è solo l’ultimo di una lunga fila di esempi di giustizia ad orologeria. La storia italiana è piena di processi interminabili, causa di infinite pene personali per gli indagati e di crisi istituzionali e politiche, terminati con estraneità ai fatti o piene assoluzioni. Ho massimo rispetto per la magistratura e per il suo ruolo – sottolinea – ma occorre che la magistratura nutra altrettanto rispetto per i tempi della democrazia. Se un magistrato ha le carte per dimostrare la colpevolezza di qualche politico, non aspetti di sapere con quale simbolo o schieramento costui correrà. Contrariamente, non ci si stupisca se continuerà ad allungarsi il triste elenco di casi di INgiustizia ad orologeria”.