Antonello Rizza è stato arrestato con l’accusa di truffa e tentata truffa dagli agenti della Polizia di Priolo. Il sindaco del centro industriale siracusano e candidato alle elezioni regionali siciliane nelle liste di Forza Italia, secondo il provvedimento del gip Giuseppe Tripi che ha accolto la richiesta della Procura di Siracusa, farebbe parte di un “consolidato sistema di illegalita’ diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”. Il tutto finalizzato al “condizionamento e alla prevaricazione per il perseguimento illecito di finalita’ di tipo personale e clientelare”. AGGIORNAMENTO I commenti del candidato alla presidenza sostenuto anche da Forza Italia, Nello Musumeci, e del leader del partito di Berlusconi, Gianfranco Micciché

Oltre a Rizza, nell’inchiesta sarebbero coinvolti funzionari del Comune di Priolo: in particolare per Salvatore Cirnigliaro, dirigente del Settore sport e spettacolo del Comune di Priolo Gargallo, il gip ha disposto l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria per il reato di turbata liberta’ degli incanti; per Francesco Artale, a sua volta colpito dallo stesso provvedimento, imprenditore ed amministratore della “Indie Sound Music s.a.s”, per turbativa del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture; e quindi anche Flora La Iacona, dirigente del settore Pubblica Istruzione del Comune di Priolo, che all’epoca dei fatti era dirigente del settore Politiche Sociali per il reato di turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente e truffa aggravata.

L’inchiesta ha avuto inizio alla meta’ del 2016. La polizia di Priolo, nel dettaglio, ha posto l’attenzione su tre appalti assegnati, secondo la ricostruzione della Procura di Siracusa, a persone vicine al primo cittadino del centro industriale del siracusano.

Al centro dell’indagine ci sono gli acquisti di beni attraverso la Consip con codici alterati e tali da consentire all’imprenditore segnalato la vendita dei beni a prezzi maggiorati. Nel fascicolo c’e’ anche un episodio di frode nelle pubbliche forniture ed infine un episodio di tentata concussione, sempre in relazione alla finalita’ di pervenire all’assegnazione di appalto all’imprenditore vicino al sindaco.

A due degli indagati, tra cui l’imprenditore Francesco Artale, e’ stata disposta la misura cautelare del sequestro preventivo, rispettivamente per 15.461 euro in relazione alle condotte di truffa e frode e per 86.278 in relazione alla truffa ai danni del Comune in relazione alla gestione della piscina comunale.

“Il sindaco di Priolo era venuto da noi tre volte per essere candidato nella lista di DiventeràBellissima e abbiamo detto di no perché chi ha problemi con la giustizia prima deve pensare a risolverli e poi torni a fare politica”, ha commentato il candidato alla presidenza della Regione Nello Musumeci. “Saranno i cittadini a fare pulizia dei candidati impresentabili, quella pulizia che non sono riusciti a fare i partiti. E’ una tara genetica che ci portiamo dietro noi siciliani. Dobbiamo convincerci che rinunciare a 10mila voti è sempre meglio che perdere la credibilità politica”. “Ho detto con estrema chiarezza – ha concluso- che se nella mia coalizione ci sono candidati che hanno problemi con la giustizia non votateli”. 

Il leader di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Micciché, ha affermato: “Quando abbiamo depositato le liste di Forza Italia mi sono assunto la responsabilità dei nomi scelti. Mi piacerebbe che anche la magistratura, ogni tanto, si assumesse la responsabilità delle proprie scelte e, soprattutto, delle proprie azioni. Perché – aggiunge – è proprio la magistratura a perdere credibilità quando interviene in piena campagna elettorale con un arresto o con indagini a carico di un candidato. La vicenda di Sandra Lonardo e Clemente Mastella è solo l’ultimo di una lunga fila di esempi di giustizia ad orologeria. La storia italiana è piena di processi interminabili, causa di infinite pene personali per gli indagati e di crisi istituzionali e politiche, terminati con estraneità ai fatti o piene assoluzioni. Ho massimo rispetto per la magistratura e per il suo ruolo – sottolinea – ma occorre che la magistratura nutra altrettanto rispetto per i tempi della democrazia. Se un magistrato ha le carte per dimostrare la colpevolezza di qualche politico, non aspetti di sapere con quale simbolo o schieramento costui correrà. Contrariamente, non ci si stupisca se continuerà ad allungarsi il triste elenco di casi di INgiustizia ad orologeria”.