Passato in Senato con 160 voti il disegno di legge sul voto di scambio politico mafioso con l’aggravante nel caso di elezione. Promotore, primo firmatario e acceso sostenitore della proposta, il senatore e avvocato catanese pentastellato Mario Giarrusso, che da anni si batte sull’argomento e si dice oggi estremamente soddisfatto: “Abbiamo cancellato la vergognosa riforma del 2014, con cui i vari Renzi e Berlusconi sabotarono il reato di voto di scambio, abbattendo la pena del 42%; appena il ddl passerà alla Camera, i delinquenti ci penseranno molto bene prima di candidarsi alle elezioni. E’ un grande risultato in termini di legalità e democrazia” 

“Questo lo dice la suprema Corte di Cassazione, specificando che la prima sentenza applicativa di questa norma era più favorevole al reo, e lasciava impuniti fatti invece prima sanzionati penalmente. Una norma vergognosa, che andava eliminata per rendere il voto di scambio politico mafioso un affare pericolosissimo per chi lo pone in essere e per questo motivo le pene previste sono commisurate alla gravità dei fatti”.

Si attende adesso solo il passaggio e l’approvazione alla Camera, ma su questo Giarrusso si dice sereno: “Ho già sentito il presidente della commissione giustizia e mi sono state date rassicurazioni per la trasformazione definitiva in legge. Dal quel momento chi vorrà colludere con la mafia rischierà anche 10 o 15 anni di galera”. 

I votanti contrari sono stati 98 e 7 gli astenuti; si sono opposti Leu, Pd e FI; a favore Lega, M5s e FdI ed in questo senso il senatore Giarrusso spiega: “Nel 2014 la riforma assurda e vergognosa, fu applaudita da una parte della politica che oggi strepita e suda freddo. E’ accaduto troppo spesso recentemente, che alle elezioni, si siano candidate vere e proprie schiere di personaggi che utilizzavano il voto di scambio, massacrando la democrazia. Appena il ddl sarà legge, tutto questo cambierà e ci si penserà più volte prima di fare qualcosa del genere”.

Il provvedimento prevede che chiunque accetti, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti la cui appartenenza alle associazioni mafiose sia a lui nota in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. Inoltre, la pena è aumentata della metà, se chi ha accettato la promessa di voti viene successivamente alla tornata, eletto.

“Un passo enorme in ambito di legalità -prosegue Giarrusso- nessun delinquente di quartiere vorrà più raccattare voti per le cosche, rischiando di passare un bel pò di anni in cella. Resteranno a fare i criminali o gli spacciatori. In tutta Italia ormai avviene questo normalmente, e troppe persone appoggiate dai clan locali passano spesso da attività illecite ai consigli comunali”- chiosa duramente il senatore pentastellato.