L’amministrazione Bianco ha finalmente pubblicato il “verbale riservato” n.4 della gara “ponte” per la raccolta rifiuti nel comune di Catania per 106 giorni. Il video con l’intervento in consiglio di Niccolò Notarbartolo ed il verbale riservato.

Undici milioni per 106 giorni di servizio in attesa che riescano a fare la mega gara da 300 milioni per 7 anni. Quella andata deserta e contestata dall’ANAC perché con requisiti probabilmente esagerati.

A questa invece, limitata nel tempo, con requisiti meno stringenti ed indetta, caso strano, nella previsione che quella “mega” andasse appunto deserta, ha partecipato un solo raggruppamento di imprese di cui fa parte la Eco Car del gruppo Deodati con la SENESI.

La famiglia Deodati amministra la IPI che, in ATI con  la Oikos, gestisce da anni il servizio di raccolta rifiuti a Catania ormai in proroga da troppo tempo.

Lo sorso 31 marzo, il RUP del comune ing. Leonardo Musumeci ha garantito, si legge nel verbale riservato n.4 pubblicato due giorni fa, la “compatibilità dell’offerta”: aggiudicata con appena lo 0,31%, neanche sapessero di essere gli unici concorrenti.

Ma a lanciare pesanti ombre è il consigliere Notarbartolo che in aula chiede di valutare se sia possibile che, nei ristretti tempi tra la pubblicazione dell’avviso e la scadenza dei termini, un raggruppamento d’imprese riesca a predisporre una documentazione tecnica così complessa.

E annuncia un accesso agli atti che forse consentirà di capirci qualcosa.

Nel frattempo, a gestire il servizio milionario, naturalmente in proroga, è sempre la IPI.

Sempre della famiglia Deodati.

Sempre.

La stessa a cui sono state comminate sanzioni milionarie per inadempienze contrattuali al momento sospese dal sindaco Bianco. Ma questa è tutta un’altra storia.

Intanto c’è questa gara da 11 milioni di euro per 106 giorni (prorogabili e ri-prorogabili, vedremo!) con unico concorrente che è riuscito a predisporre l’offerta in tempi record e aggiudicata con un ribasso all’ 0,31%.

Prosit.

E il consigliere Notarbartolo vuole vederci chiaro.