Il processo dei Parcheggi è stato rinviato al 12 marzo prossimo per un impedimento del Presidente della Corte.

Il 12 di marzo potrebbe tenersi la requisitoria del Procuratore generale, ma il condizionale è d’obbligo poichè potrebbe l’Accusa richiedere alla Corte di ascoltare dei testimoni o potrebbe richiedere l’acquisizione di nuove prove nel frattempo intervenute.

L’attenzione, infatti, è dedicata al contributo che il collaboratore di giustizia, Santo La Causa, avrebbe aperto anche su questo fronte.

In particolare, potrebbe risultare d’interesse investigativo approfondire la posizione di alcuni imprenditori presenti anche nella vicenda dei parcheggi e tra questi per esempio dell’imprenditore Mariano Incarbone, che risulta aggiudicatario del Parcheggio Sanzio e che è stato condannato nel processo Iblis.

Vero è che nei giorni scorsi l’Ufficio della Procura ha avanzato richiesta di archiviazione per l’altro procedimento sui parcheggi, quello avente come titolo di reato la turbativa d’asta e tuttavia potrebbero intervenire delle sorprese. Del resto, come dimostra l’esperienza dell’ultimo anno, non è detto che ogni richiesta di archiviazione finisca poi per essere accolta.

Nello specifico la richiesta dei PP.MM. sarà vagliata dal Giudice Luigi Barone, sicura garanzia di indipendenza.

Potrebbero, dicevamo, sopravvenire fatti nuovi da accertare e riscontrare.

In particolare, ci si chiede se sia possibile che Incarbone, le cui imprese versavano in gravissime difficoltà finanziarie, sia riuscito ad “aggiudicarsi” un lavoro importante come il project financing del Parcheggio Sanzio, un lavoro cioè che per tipologia ha bisogno di imprenditori affidabili dal punto di vista bancario.

Chi avrebbe aiutato l’imprenditore arrestato in IBLIS?

C’è qualcuno che ha potuto servirsi della sua impresa come comoda scatola per ricavare utili?

Rappresentava o no Incarbone una cerniera necessaria per rassicurare certi ambienti?

Qualcun altro, di mestiere imprenditore, ha potuto essere interessato ad aggiudicarsi anche quel Parcheggio utilizzando il nome e l’impresa di Incarbone?

Domande vane, o piuttosto quesiti che potrebbero riservare sorprese inquietanti?

Di certo Incarbone si muoveva a 360 gradi per recuperare le sue difficoltà economiche, ed un certo attivismo sembra abbia coinciso con la costituzione della ICOB ed addirittura della ICOB Libia. Ma, Incarbone era da solo o l’aiutava qualcuno?

L’interesse di Incarbone per La Tenutella risulta documentato negli atti di indagine di Iblis, ma siamo certi che questo interesse sarebbe cessato con l’evoluzione della compagine proprietaria della macroarea di Misterbianco?

C’era un interesse dell’imprenditore anche per la realizzazione di Ikea, come abbiamo accennato in un nostro servizio qualche tempo addietro?

E’ possibile che l’imprenditore fosse invero il prestanome di altro Imprenditore che così pensava di celare la sua identità e che poteva essere interessato contemporaneamente alla realizzazione di centri commerciali a Catania ed anche ai Parcheggi?

Come giornalisti cerchiamo di capire cosa ci dicono i documenti che abbiamo, non essendo compito nostro, il più complicato mestiere che tocca ai magistrati, di ricercare riscontri processuali.

Di certo, c’è un buco nelle vicende catanesi degli ultimi vent’anni e probabilmente questo vuoto comincia dalla fine dell’Impero dei cavalieri del lavoro.

Che fine ha fatto il loro patrimonio?

Tenuto conto delle relazioni pericolose che sono state dimostrate tra Cosa Nostra ed i Cavalieri, è ipotizzabile che i rappresentanti dell’organizzazione criminale se ne siano stati con le mani in mano quando il patrimonio dei 4 dell’Apocalisse si rivendeva a pezzi?

Ci sono stati in quel periodo interessi della politica?

Ci furono commissari nominati dalla politica?

Tra costoro vi furono parenti di parlamentari in carica che poterono subire delle pressioni?

Ci furono imprenditori meno esposti che, in conto proprio o per conto d’altri, cercarono di mettere le mani su quel patrimonio enorme, su quegli stabilimenti, su quelle aree di dimensioni feudali e dalle aspettative fantasmagoriche?

Alcune di quelle aree sono state destinate ad ipermercati o a centri commerciali?

Incarbone potrebbe essere, in conto proprio o per conto d’altri, ed insieme ad altri, tra coloro che già allora si sono inseriti nel grande affare dei centri commerciali?

Il processo dei parcheggi, quindi, può diventare l’occasione per ridisegnare la mappa dei poteri catanesi, dei poteri imprenditorial-criminali naturalmente, degli interessi dei colletti bianchi.

E su questa strada, forse, si reincontrerà ed andrà riletta anche la vicenda dell’Ospedale Garibaldi, altra strana vicenda in cui un’azienda decotta, la Romagnoli, si aggiudica un lavoro milionario. Ricordate le dichiarazioni del pentito Di Gati?

Era Romagnoli a Catania per conto proprio, o per conto d’altri?

Sarebbe forse opportuno indagare il fenomeno nella sua vera veste, cosicchè forse è più complicato celebrare un processo per abuso ma paradossalmente più efficace verificare se a Catania non abbia funzionato e non funzioni un’associazione a delinquere, quantomeno avvantaggiata dal metodo mafioso, al fine di ottenere l’aggiudicazione di appalti e servizi (vedi Servizi Sociali e Formazione) e di quant’altro gli Enti politici presenti sul territorio garantiscono?

La nostra opinione è che questa associazione operi tutt’ora e che ne facciano parte imprenditori, politici, professionisti, massoni e mafiosi.

D’altra parte, non fu proprio il Cav. Finocchiaro a rilasciare un’intervista al Corriere della Sera nella quale tra l’altro diceva che tutti i grandi lavori li avrebbero effettuati i Cavalieri e che la Mafia era della partita?

Chi sono i successori di quei Cavalieri?

Chi in questi venti anni ha dettato e detta legge in questo porto franco che è Catamafia?

 

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Dal processo per i Parcheggi alle dichiarazioni dei pentiti, passando per vecchi e nuovi Cavalieri
Autore
Giorgio Drago