A leggere i documenti contabili che alleghiamo in calce parrebbe proprio di si. E ci mancava solo la Camera di Commercio del Sud Est a dare pensieri, che già tra l’altro c’ha messo oltre un anno ad approvarsi lo statuto, segno che gli equilibri interni sono alquanto ballerini. Bisogna anche dire che si saprebbe davvero poco di quel che fanno alla Camera di Commercio (e cosa fanno non si capisce, a parte pagare migliaia di euro per una letterina: ne parleremo) se non ci fosse il CODACONS che ogni tanto batte un colpo con qualche denuncia. Stavolta l’associazione dei consumatori segnala la grave crisi emersa dalla lettura dei documenti contabili appena approvati dal Consiglio Camerale, peratro con parecchi consiglieri, anche di peso, clamorosamente assenti.  

Lo scorso 29 gennaio si è riunito il Consiglio della Camera di Commercio che riunisce le camere di Catania, Ragusa e Siracusa, il frutto abbastanza avvelenato di uno dei più feroci scontri di potere verificatosi a Catania negli ultimi decenni.

Presenti alla importante seduta solo 18 consiglieri sui 33 previsti, circostanza di per se significativa considerato che si dovevano approvare gli atti essenziali dell’intera amministrazione: i bilanci.

Presenti: il presidente Piero Agen, il vice presidente Salvo Politino ed i consiglieri Antonio Barone, Domenico Blatti, Giuseppe Bulla, Riccardo Galimberti, Sandro Gambuzza, Antonino Giampiccolo, Giuseppe Giannone, Salvatore Guastellla, Filippo Guzzardi, Paolo Lentini, Michele Marchese, Giovanni Pappalardo, Vincenza Agata Privitera, Sandro Romano, Nico Torrisi, Sebastiano Truglio.

Assenti: Giosuè Catania, Rosario Di Bennardo, Francesco Ferreri, Maria Fiore, Arturo Linguanti, Ivanhoe Lo Bello, Andrea Milazzo, Fabio Scaccia, Arturo Schininà, Francesco Tanasi, Luciano Ventura, e Virginia Zaccaria.

ASSENTE anche il Collegio dei Revisori dei conti.

Esaminati i documenti, l’associazione dei consumatori CODACONS, ha emanato una durissima nota che riportiamo integralmente riservandoci successivi approfondimenti:

“Il Consiglio della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (già Camera di Commercio di Catania, Ragusa, Siracusa e della Sicilia orientale) ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2019 annunciando il dissesto economico-finanziario.

Il riequilibrio economico patrimoniale e finanziario da rispettarsi in ossequio alle disposizioni previste nel Dpr del 02.11.2005 n. 254 e nella circolare ministeriale 3612/C del 2007 verrà raggiunto esclusivamente utilizzando gli avanzi patrimonializzati. 

La Camera di Commercio nella delibera di Giunta ha già indicato per l’anno 2018 una stima del disavanzo pari ad Euro 7.470.000,00 ed ha altresì previsto per l’anno 2018 una ulteriore perdita di Euro 7.500.000,00.

C’è da evidenziare che la Giunta Camerale aveva già elaborato un bilancio di previsione per l’anno 2019 e successivamente ha sospeso l’approvazione di tale bilancio in quanto nelle more ha scoperto l’esistenza di una differenza in negativo della giacenza di cassa al 27.12.2018 rispetto a quella al 31.12.2017 di oltre 3.000.000,00 di Euro.

Vista tale differenza e prevista la impossibilità di poter far fronte ai pagamenti per i primi 3 mesi del 2019 ha pensato bene di modificare di gran corsa il bilancio di previsione appostando nella novellata versione le anticipazioni di cassa da richiedere al servizio di tesoreria tenuto dal Credito Siciliano S.p.A. inserendo negli oneri finanziari le spese per interessi passivi previsti, pari ad Euro 65.000,00.

La stessa Giunta nella propria relazione, con fare confessorio, ammette che l’equilibrio economico finanziario è destinato ad essere compromesso e che occorre un monitoraggio attento dei flussi di cassa futuri. Ci si chiede perché solo adesso la Giunta intende monitorare il flusso e non prima per evitare il conclamato dissesto?

Si può ricordare un famoso detto catanese: “Solo dopo aver rubato i gioielli di Sant’Agata, si è provveduto a realizzare dei cancelli in ferro a protezione degli stessi gioielli”.

La Giunta prevede altresì quale soluzione al problema la parziale cessione di quote a favore di soggetti privati delle azioni detenute dalla Camera nella società di gestione dell’aeroporto di Catania.

Il problema sembra risiedere nell’annosa questione delle spese derivanti dal personale in quiescenza, dagli accantonamenti relativi e dal decremento dei diritti annuali.

Ciò nonostante, ci si chiede in aggiunta il perché tali movimentazioni di cassa non siano state adeguatamente monitorate dall’organismo di revisione, che nella propria relazione si limita a descrivere l’operazione di appostazione degli interessi passivi senza formulare alcun parere sulla differenza negativa della giacenza di cassa e quindi della necessità di appostare le anticipazioni sopra dette.

Il Codacons provvederà ad analizzare attentamente i documenti pubblicati ed a trarne le necessarie conseguenze, monitorando la situazione e le azioni intraprese, a tutela dell’interesse collettivo e della corretta amministrazione dell’Ente pubblico.”

La delibera del 29 gennaio con tutti gli allegati