E’ ancora la famigerata legge 30 del 2000 a far saltare sulla sedia.

SUD aveva sollevato il caso, per primo, con una serie di articoli a partire da aprile 2012 occupandosi dei rimborsi percepiti dai datori di lavoro di diversi consiglieri della provincia regionale di Catania (v.link).

Centinaia, probabilmente milioni di euro, erogati nel corso del mandato, con punte davvero esagerate di 6/7.000 euro mensili per presunti ruoli manageriali presso cooperative a conduzione praticamente familiare (v. link).

E’ notizia degli scorsi giorni che Procura della Repubblica catanese e Corte dei Conti hanno delegato alla Guardia di Finanza l’apertura di un’indagine (v.link). Bene.

L’ipotesi pare aggravarsi per il fatto che, a parte la probabile incongruenza degli “emolumenti” rimborsati rispetto agli effettivi giri d’affari dei “datori di lavoro”, risulterebbe che alcuni consiglieri, non contenti per lo stipendio che percepiscono (anche di 7.000 euro mensili) per il lavoro non svolto presso i propri datori di lavoro (che per tale “stipendio” vengono rimborsati con denaro pubblico), riscuotano pure gettoni ed indennità di carica. In pratica, vengono pagati due volte (almeno) per lo stempo tempo. Un tantino esagerato, in effetti.

Seguiremo le indagini e ne daremo conto come sempre, sperando che almeno stavolta non si chiudano a ridosso delle solite prescrizioni, considerata la necessità di dare finalmente qualche segnale di freno ad una casta tanto ingorda quanto inefficiente.

Adesso i fari si accendono sul Comune di Catania.

Di determine analoghe a quelle della Provincia, riferite ai rimborsi ex Legge 30/2000 emanate dal Comune di Catania ne abbiamo trovate una ventina, la metà delle quali sono “anonime”, pubblicate cioè per estratto, senza allegare l’intera determina ed anzi mascherando con delle XXX datore di lavoro rimborsato e consigliere.

Di alcune di queste determine abbiamo invece trovato l’intero atto, riuscendo così a poter descrivere meglio di cosa stiamo parlando, cifre e nomi alla mano, affinchè ciascuno possa formarsi un’opinione e qualcun altro magari finalmente intervenire.

La prima determina, la 470 del 26/6/2012, riguarda i rimborsi per le assenze che il consigliere comunale Nello Musumeci ha fatto patire al suo datore di lavoro, UNICREDIT. La banca ha richiesto al Comune di Catania la bellezza di 10.895 euro per le assenze dal lavoro di Musumeci dovute all’incarico comunale nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e dicembre 2011. Quindi in 5 mesi ha totalizzato assenze dal lavoro in Unicredit (e quindi presenze presso il municipio catanese) per un contro valore di quasi 11.000 euro.

Un’altra determina, stavolta pubblicata solo per estratto, la 972 del 27/12/2011, riporta un altro rimborso sempre a favore di Unicredit (senza che sia chiaro il periodo di riferimento) per 29.986 euro. Quasi  altri 30.000 euro!

Altro consigliere comunale per il quale il Comune ha abbondantemente rimborsato il datore di lavoro, in questo caso il Credito Siciliano, è Lanfranco Zappalà. Con la determina 705 del 15/10/2012 si riconoscono ben 20.105 euro. In dettaglio 14.073 riguardano le assenze nei mesi di luglio, agosto, settembre e agosto, periodo in cui il consigliere Zappalà, soprattutto nei mesi estivi, sarà stato certamente impegnato presso il municipio catanese ad affrontare, e come sappiamo risolvere, le tante emergenze catanesi. Sono “bastati” invece 6.031 euro per rimborsare le assenze dal Credito Siciliano dei mesi di novembre e dicembre. Quindi, oltre 20.000 per sei mesi.

Come se non bastasse, non deve sfuggire che le previsioni della legge 30/2000 vengono applicate anche agli impegnatissimi ed indispensabili consiglieri circoscrizionali. Proprio così, anche per gli eletti ad organismi senza alcuna delega, divenuti l’ultima frontiera di incomprensibili stipendifici, sono previsti rimborsi per milioni di euro ad ogni mandato.

Ed ecco che per Giovanni Fodale, presidente della settimana circoscrizione Monte Po Nesima, il comune ha rimborsato alla società Katanè Handling 28.443 euro per il 2011.

Tra parentesi, segnaliamo che la Katanè Handling è la società a partecipazione pubblica che si occupa dei servizi di terra presso l’aeroporto di Catania e che ha recentemente annunciato 170 esuberi. Ma tanto il consigliere è “rimborsato” e sarà stato assunto certamente per concorso.

Come per concorso sarà stato assunto un altro consigliere circoscrizionale, Ernesto Privitera, in forza sempre presso la stessa Katanè Handling che però, almeno dagli atti in nostro possesso, pare aver limitato le assenze arrivando a costare “appena” 1.694 euro.

Non mancano cooperative e enti di formazione.

Il consigliere circoscrizionale Gianfranco D’Aquino si è allontanato dal servizio presso la coop. Creattività, mentre il dipendente della ECAP, Vincenzo Crimo ha dovuto presenziare con maggior impegno presso la sua circoscrizione, comportando rimborsi tra il 2010 ed il 2011 di 20.683 euro.

Non mancano dipendenti di altre società a totale partecipazione pubblica, certamente anch’essi tutti assunti per concorso e non certo per la loro appartenenza politica. Seus (118)’ Sostare, Sac Service (aeroporto). Tra questi il consigliere circoscrizionale Rosario Rubino, per le cui assenze la societa municipale Sostare ha ottenuto 7.440 euro.

Una ditta privata di Acireale, la PRI.BEL snc, ha ottenuto con la determina n.844 del 25/11/2011 la bellezza di 27.244 euro di rimborsi. Non è specificato il consigliere “rimborsato” nè il periodo di riferimento.

Completano l’elenco 11 determine come abbiamo detto “mascherate”, in cui leggiamo soltanto l’importo ed il riferimento alla legge 30/2000.

11 determine che complessivamente valgono la bellezza di 237.778 euro, con singoli importi che vanno da un minimo di quasi 5.000 euro ad un massimo di quasi 45.000.

Non sappiamo se sono state erogate anche indennitá o gettoni agli stessi consiglieri i cui stipendi vengono rimborsati, anche se riteniamo che si tratterebbe di una duplicazione di emolumento per lo stesso tempo lavorativo e quindi difficilmente giustificabile.

In ogni caso, la somma finale che abbiamo individuato supera i 400.000 euro e, oltre ad ogni altra valutazione che spetta ad altri organi, tale importo non può non essere considerato alla luce dei risultati che tutti questi “rappresentanti del popolo” hanno prodotto per quella Comunitá che così munificamente li retribuisce e rimborsa.

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Pierluigi Di Rosa