Sfida tutti con proposte semplici il 47enne, già in passato per ben due volte vicesindaco della cittadina. Idee in comune dentro e fuori il palazzo, perché nel progetto del candidato, sostenuto da liste civiche, Pd e Sicilia Futura, vi è la valorizzazione del territorio ma soprattutto il coinvolgimento di tutti i cittadini. E sugli avversari politici “non temo nessuno, certo non capisco la compatibilità tra Oliveri e Pulvirenti”

Dapprima Consigliere comunale ad Acicatena alla fine degli anni 90 e vicesindaco in ben due legislature, fino al 2011, Francesco Petralia in questi anni ha accumulato un’esperienza professionale importante nell’ambito dei consorzi di bonifica e nel contempo ha proseguito il proprio impegno politico con funzioni tecniche nella segreteria degli assessorati regionali dell’agricoltura prima e dell’economia dopo.

Oggi é candidato a sindaco di Acicatena per la seconda volta, dopo la corsa nel 2012 quando venne eletto Ascenzio Maesano. «Riprovo a candidarmi perché nel 2012 si è interrotto un iter atto a rivitalizzare un comune e un territorio, che stava dando un taglio di modernità al fine di coinvolgere tutti i cittadini. In effetti il mio percorso politico non si è mai interrotto, ho continuato il mio impegno anche se fuori Acicatena e oggi si presenta un’opportunità, gli amici di allora e altre forze politiche che in quell’occasione, nel 2012, non mi sostenevano mi hanno chiesto di riprendere quel percorso. Quindi alla fine ho accettato consapevole di una fase di grande difficoltà del nostro Comune e tra l’altro senza le condizioni che c’erano cinque anni fa, tra progetti e finanziamenti che si erano concretizzati. Adesso bisogna ripartire da tutto, ma nonostante ciò voglio rimettermi in gioco, perché in questa comunità ci lavoro e ci vivo con la mia famiglia e voglio dare il mio contributo».

A sostegno del candidato ci sono tre liste civiche e due partiti: PD e Sicilia Futura. Per le precedenti elezioni invece il Partito Democratico aveva un proprio candidato mentre a sostenere Petralia era l’UDC. Oggi Acicatena, dopo l’esperienza Maesano finita nella bufera, è amministrata dal commissario straordinario Vincenzo D’Agata, ex procuratore capo a Catania. Secondo Petralia, bisogna cominciare dalle cose più semplici affinché la cittadina torni a splendere.

«Analizzando la situazione attuale e in base resoconto del commissario straordinario che ha parlato di deficit, crediamo che non bisogna fare voli pindarici e che le risorse presenti vadano destinate al settore sociale. Vista la grave crisi economica che perdura dal 2008, molte famiglie vivono in difficoltà, per questo noi vorremmo concentrarci sui disabili, sugli anziani, quindi sulle fasce più deboli, ma anche sui giovani. Ma soprattutto vogliamo restituire dignità e identità al territorio, la cui vita negli ultimi anni si è un po’ annacquata, per cui vogliamo rivitalizzare i centri culturali partendo dalle cose più piccole come la riapertura di una biblioteca, poi utilizzando palazzo Riggio come centro aggregativo per gli eventi culturali, mettendo al centro la politica di valorizzazione del parco di Reitana, con la valle delle ACI per la quale esiste un progetto antico che da 15 anni cerchiamo di portare a compimento”.

“Secondo noi -prosegue Petralia- l’idea di sviluppo deve e può partire da questi punti di forza per poi estendersi: la Reitana con le terme, il parco archeologico, il teatro in pietra che deve essere realizzato per ospitare manifestazioni importanti nel periodo estivo, come il “Cine Nostrum” che deve ritornare nel suo luogo di origine, dove è nato, restituendogli l’importanza che aveva. Poi le scuole, vogliamo che ritornino ad avere quel ruolo di motore, da dove nascono tanti progetti, anche socio culturali”.

Lo sport è anche molto importante per noi -sostiene il candidato- vorremmo recuperare il polivalente che è stato reso purtroppo inagibile da qualche mese a causa di manutenzioni non fatte, un fatto grave e penalizzante. Da qui è importante guardare alle politiche giovanili in generale e a tutti servizi per il cittadino, come il sistema dei rifiuti, dal porta al porta ai servizi cimiteriali. Vorremmo a tal proposito occuparci di questo settore, perché il cimitero ha bisogno di estendersi in quanto non esiste più un loculo disponibile. E infine l’efficientamento energetico. Vorremmo che la cittadinanza percepisse col nostro governo che Acicatena é una città normale».

Tanti i progetti per Petralia che non teme alcun candidato: sarà una movimentata competizione elettorale, ma ciò che conteranno, alla fine, sono i numeri. «Non c’è un candidato che mi preoccupa in particolare».

In genere durante le elezioni si assiste ad uno scontro a due, chi è il maggior competitori di Petralia? «Penso sia Oliveri in termini numerici, guardando in particolare alle liste. Certo, se penso al passo indietro che ha fatto Giovanni Pulvirenti che alla fine non si è candidato per sostenerlo, non capisco la compatibilità tra i due dal punto di vista delle proposte, mentre se guardiamo ai numeri, certo, insieme hanno incrementato le liste a sostegno di Oliveri. Poi dal punto di vista dell’impatto non saprei, perché c’è anche il Movimento cinque stelle che, in effetti, ha una sola lista, però ha forte consenso a carattere nazionale».

Insomma, si preannuncia dura e affiatata la battaglia per arrivare a governare un comune ricco di risorse e di brava gente che forse finora è stato troppo martoriato dalle vicende giudiziarie e per questo sempre agli onori della cronaca sul piano prettamente negativo.