Ancora una variante al Piano Regolatore Generale di Catania che rimane quello del 1969, il cosiddetto “Piano Piccinato: VERGOGNA MONDIALE UNA CITTÁ DA 48 ANNI SENZA PIANO REGOLATORE!  E mentre nulla si muove sul fronte della realizzazione del nuovo piano, promessa dal sindaco Bianco ben quattro anni fa in campagna elettorale, si preferisce procedere a colpi di varianti, con l’ultimo caso relativo al “Centro Direzionale Cibali”. Già oggetto d’interesse negli anni ’80, con la creazione del Consorzio Centro Direzionale Cibali, per la realizzazione di strade, parcheggi, abitazioni, uffici, giardini, parchetti e negozi, progetto arginatosi prima ancora di partire, la riqualificazione dell’area, ben 18 ettari di terreno, è stata approvata con una  delibera della Giunta Bianco,  su istanza del Consorzio, trasmessa per l’approvazione definitiva al Consiglio Comunale

Dopo la variante per il centro storico, quello per il Sua (Piano Urbanistico Attuativo) e chi più ne ha più ne metta, adesso è la volta della variante di Cibali, per bonificare l’area boschiva, recentemente bruciata, tra viale Mario Rapisardi a sud, via Martelli Castaldi ad est, le vie Diaz e Patti ad ovest, le vie Adelia e Ventura a nord. Un progetto che ha subito negli anni vari “stop and go”, con la proprietà prima dei Cavalieri del Lavoro di Catania e quindi passata a Bankitalia ma sotto amministrazione controllata e che forse, adesso potrà trovare uno sbocco.

Ma il punto è che pare del tutto evidente come venga considerato più utile e proficuo andare avanti con continue modifiche, piuttosto che una volta per tutte approvare un nuovo piano regolatore. Eppure il sindaco Bianco in campagna elettorale, ormai 4 anni fa, parlava proprio di uno strumento urbanistico che fosse ad impatto zero, malgrado avesse bloccato il progetto realizzato dalla precedente amministrazione, e continuato a servirsi del Piano Piccinato, datato 1969.

Il tutto senza temere in alcun modo la possibilità che si possa finanche arrivare allo scioglimento del Consiglio Comunale ex art.6 c.3 L.R. 9/1993, qualora non venissero rispettati tempi e modi di approvazione di un nuovo piano regolatore.

Colpisce inoltre, ma forse non più di tanto, il silenzio colpevole della Regione, che solo un anno fa aveva imposto un commissariato alla città di Palermo, per la carenza di un piano regolatore adeguato, e con le parole dell’assessore al territorio e all’ambiente Maurizio Croce, aveva diffidato anche Catania dal temporeggiare ulteriormente sull’approvazione di un nuovo strumento urbanistico, senza però poi intervenire in modo concreto e di fatto consentendo che la situazione restasse la stessa.

Cosa che oggi è testimoniata e confermata da questo ennesima “pezza”che viene messa, per rattoppare i buchi di uno strumento da mandare in pensione a favore di uno nuovo e migliore.