Secondo i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, a Catania, il più alto tasso di dispersione scolastica si riscontra nella I, II e VI circoscrizione e nel 2014 arriva al 38,6%. 10 osservatori in tutta la provincia e il ritratto che ne esce non è dei più promettenti

Ancora oggi in alcuni quartieri popolari di Catania si parla di dispersione scolastica che colpisce maggiormente le fasce dai 13 ai 16 anni. Secondo l’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, la situazione non è particolarmente allarmante per quanto riguarda le scuole primarie e secondarie di I grado (elementari e medie), ma peggiora per quanto riguarda il biennio delle scuole secondarie di II grado, soprattutto per gli istituti tecnici e professionali.
Stando ai dati di Tuttoscuola, facendo un confronto tra l’anno scolastico 2009/2010 e 2013/2014, si ha purtroppo la conferma che in 4 anni il fenomeno non si arresta e, al 2014, a Catania la percentuale di dispersione scolastica arriva al 38,6%, dato che colloca il capoluogo etneo al terzo posto in Sicilia dopo Caltanissetta con il 41,7% e Palermo con 40,1%.

Quali sono i quartieri di Catania maggiormente a rischio? Si parla ancora di dispersione scolastica per San Cristoforo, Fortino, Librino, Zia Lisa, Villaggio S. Agata, San Giuseppe La Rena, San Giorgio, Angeli Custodi, Ognina, Picanello, Barriera e Canalicchio. Una buona fetta della città è dunque segnata da questo fenomeno che è possibile toccare con mano facendo una semplice passeggiata in alcuni quartieri come San Cristoforo.

Basta addentrarsi nelle stradine tra via Garibaldi e il Castello Ursino e notare gruppetti di preadolescenti aggirarsi in tarda serata per le strade. E ancora bambini di circa 9 anni che il sabato sera, nella piazza del Castello Ursino, “aiutano” il padre nell’attività di parcheggiatore abusivo che, con toni di sfida, si approcciano a chi malauguratamente cerca un posto per l’auto. L’italiano non è lingua contemplata, il solo linguaggio che conoscono è quello della strada.
Ragazzini in giro anche la mattina, proprio durante le ore in cui dovrebbero essere a scuola, per non parlare dei gruppi di bambini di circa 8 anni completamente da soli per il centro storico il sabato pomeriggio a fare sfoggio di una serie di atteggiamenti da duri, poco credibili, imitando i modelli adulti di riferimento.

I ragazzini non sanno dove andare di pomeriggio, i luoghi di aggregazione giovanile nei quartieri sono pochi e nonostante le associazioni ci mettano tutto l’impegno possibile servirebbero molti più centri polifunzionali, punti di riferimento all’interno dei quartieri.
Questo è il ritratto di una situazione complessa che va a intrecciarsi con il livello di illegalità di alcune zone.

Attualmente esistono 4 osservatori di dispersione scolastica a Catania e sono dislocati nella II, VII, IX-X municipalità e Catania Centro-Nord. Da notare che la I circoscrizione, di cui fanno parte i quartieri di San Cristoforo, Angeli  Custodi e Fortino non ha un osservatorio sulla dispersione scolastica.

Nel 2014 si parlava di una collaborazione tra il Comune di Catania e l’Accademia di Belle Arti. Tale collaborazione aveva lo scopo creare dei laboratori nelle scuole appartenenti a realtà territoriali a rischio, che sono stati svolti. L’obiettivo era di mettere al centro dell’attenzione la cultura e l’arte come valore formativo. Ma attualmente non si sa se sono in corso dei progetti.

Il ritratto della situazione attuale non è dei migliori e tanta strada ancora si deve fare per arginare un fenomeno che in determinati quartieri sembra non avere mai fine.