Questa mattina il normale andamento dei lavori della Commissione Bilancio è stato interrotto da un clamoroso annuncio di Manlio Messina; carte alla mano, il consigliere d’opposizione presenta un elenco di debiti fuori bilancio già pagati e non inseriti nel rendiconto 2014 che – a suo dire – potrebbero mettere in dubbio l’effettività del documento votato in aula. Cosa succede davvero nei conti pubblici del Comune di Catania?

Ancora tensione, ancora scontri tra consiglieri ed ancora una volta il pomo della discordia è il famoso rendiconto dell’esercizio 2014. Durante una seduta di commissione molto accesa, il consigliere d’opposizione Manlio Messina ha infatti presentato dei documenti che a suo dire conterrebbero alcuni importanti debiti fuori bilancio, già pagati e non inseriti all’interno del documento votato in aula, e per i quali si richiede un immediato chiarimento da parte dei revisori dei conti e dell’amministrazione.

L’ammontare dei debiti presentati dal consigliere Messina non è affatto irrilevante, si tratterebbe infatti di “centinaia di migliaia di euro” non inseriti nei conti presentati, che potrebbero falsare di fatto i conti già votati e dunque mettere nuovamente a rischio gli stipendi dei dipendenti comunali. “Questi debiti fuori bilancio riguardano il 2014, e ci chiediamo come mai esistono questi debiti ed eventualmente sono stati tenuti nascosti. Chiaramente questi debiti andrebbero ad incidere sul consuntivo, e si rischierebbe obbiettivamente il default del comune di Catania”.

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Per capire meglio, il consigliere parla di una somma di denaro pubblico che il Comune avrebbe già versato, non avrebbe presentato all’interno del rendiconto 2014, e che quindi potrebbe fare “sballare” i conti e portare al fallimento il Comune di Catania. 

“Se dovessero essere veri questi debiti – afferma Messina – verrebbe a mancare un fattore di equilibrio all’interno del consuntivo, ed avremmo dunque un consuntivo squilibrato. Attualmente come sappiamo il bilancio è sottoposto ad un equilibrio che poggia su 10 punti, 4 dei quali non sono raggiunti. Se a questi aggiungiamo quello dei debiti fuori bilancio, ci sarebbe un valore di 5 a 5, e questo determinerebbe lo squilibrio. Ovviamente noi ci auguriamo che le cose non siano così e che i nostri conti siano sbagliati, però chiediamo che venga chiarita immediatamente questa situazione”.

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L’annuncio ha suscitato l’immediata reazione della consigliera Elisabetta Vanin di Con Bianco per Catania, fedelissima del sindaco, che ha difeso l’operato dell’amministrazione instaurando uno piccolo scontro verbale con Messina. “La nostra amministrazione ha risposto a questo quesito che pone Messina, dicendo che questi debiti non sono presenti ed i revisori dei conti hanno dato parare favorevole sul rendiconto 2014. Il consigliere Messina deve assumersi la responsabilità di quello che sta dicendo qui oggi”.  

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L’intera commissione ha chiesto dunque di inserire nel calendario dei lavori l’audizione dei revisori dei conti e dell’assessore Girlando in modo da chiarire la questione e di accertare la posizione del Comune nei confronti dei soggetti presenti nell’elenco presentato da Manlio Messina.

Infine al consigliere Niccolò Notarbartolo, pur ritenendo meritevole di approfondimento la denuncia di Messina, è toccato suo malgrado il compito di dover difendere l’amministrazione : “L’elenco portato dal collega Messina è un elenco di potenziali debiti fuori bilancio che quindi per essere inseriti nella contabilità dell’ente necessitano del preventino riconoscimento da parte del consiglio comunale. Così come per altro ribadito con forza dalla Corte dei Conti. Se questi debiti fuori bilancio potenziali sono reali. L’amministrazione ha il dovere di trovare le debite coperture già dalla predisposizione della proposta di bilancio di previsione dell’anno in corso. Questi debiti, a detta del collega messina, sono già stati pagati così come era prassi di questo Comune prima che la Corte dei Conti con le recenti deliberazioni definisse tale prassi come violazione della legge e per cui non viene più fatto”. 

Una cosa è certa, quale sia la verità, la città merita un attimo di chiarezza.