Questo Primo Maggio, Festa del Lavoro, lo dedichiamo tutto ad una delle vertenze più simboliche, oltraggiose, vergognose dell’intera nazione: quella che sta portando alla chiusura del Teatro Bellini di Catania. Una crisi che è rappresentazione plastica di una classe dirigente di un’idiozia, incapacità e pericolosità sociale senza precedenti. Una classe politica in cui si arriva a sopportare che un assessore regionale, come denunciano in coro tutti i rappresentanti sindacali, possa rispondere ad una richiesta di incontro: “Ne parliamo dopo le europee.” Mentecatti! Ora, e non era mai accaduto prima, la Regione Sicilia ha avuto la tracotanza di non prevedere nel suo bilancio uno stanziamento sufficiente nemmeno per pagare gli stipendi e, per l’anno prossimo, addirittura neanche un euro. Questi sono degli incapaci irresponsabili che non hanno idea di quello che stanno combinando!

Il 30 aprile era l’ultimo giorno per l’approvazione del bilancio del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania.

Non è stato possibile approvarlo perché deve essere allineato con le previsioni di quello della Regione Sicilia, che ne è “proprietario”, e quegli scienziati del governo regionale hanno avuto la brillante idea di non prevedere nel loro neanche un euro: non era mai accaduto!

Ora diranno che poi, in sede di assestamenti, collegati, collaterali, leggi speciali, decreti, contributi, etc. etc. qualcosa risolveranno: balle!!!

È un atto di una gravità assoluta: impedisce ogni programmazione, soffoca ogni aspettativa.

Questo è un atto di guerra alla Civiltà, alla Cultura, al Futuro!

Atteggiamento che sommato al trattamento riservato ai lavoratori precari denota una vera e propria gestione criminale di un bene pubblico e che utilizza i metodi del peggior caporalato che in una nazione civile li porterebbe direttamente in galera: di questo scriveremo a parte.

Adesso torneremo spesso su questa gravissima vicenda perché quella del Bellini non è soltanto una vertenza di lavoro, che sarebbe già grave coinvolgendo centinaia di famiglie, ma di più rappresenta un modo di gestire la Cosa Pubblica, la volgare ed insopportabile assenza di visione di una classe dirigente incapace di valorizzare le vere risorse di questo territorio, anzi distruggendole riducendo un’intera comunità alla miseria: non è più sopportabile, oltre questa deriva non resta che la violenza ed a questo ci stanno portando.

Quindi in occasione proprio del 30 aprile i sindacati confederali ed autonomi hanno indetto una conferenza stampa che si è tenuta nel foyer del Bellini e che abbiamo seguito.

Nei confronti dei sindacati, tanto per essere chiari, questa testata spesso è stata più che critica, contestando la partecipazione a “tavoli” che rasentava la complicità con amministrazioni incapaci che li utilizzavano per farsi da scudo e alibi.

Ma oggi la durissima presa di posizione assunta è da condividere e supportare, sperando che sia l’inizio di una vera azione congiunta capace di mettere con le spalle al muro quanti hanno l’obbligo di risolvere questo macello che hanno creato: subito, non rinviando in maniera vigliacca sempre dopo ogni prossima elezione…

È necessario chiamare alla mobilitazione l’intera Città ci Catania che deve rendersi conto che accettare l’omicidio del Bellini consentirà a questa gente assurda che governa la regione e che siede all’ARS di perpetrare ogni possibile nefandezza: non è più tollerabile.

Ma possibile che non ci si renda conto di quanto stiamo pagando, per noi, i nostri figli e nipoti, il continuare ad eleggere simili idioti?

Diamo quindi voce ai vari rappresentanti sindacali, per il resto ne parleremo nei prossimi giorni…

L’intervento del Segretario CGIL Giacomo Rota

L’intervento del Segretario UGL Giovanni Musumeci

L’intervento del Segretario UIL Enza Meli

L’intervento del Segretario CISL Rosario Portale