Una città che si riappropria degli spazi dimenticati e che li fa rivivere, imprenditori mecenati che investono tempo e risorse per restituire alla città parte di quello che ricevono. In un periodo in cui emergono uno dietro l’altro i casi in cui chi gestisce la cosa pubblica arraffa quanto più possibile. WonderTime 2019 non poteva non essere dedicato a chi, mettendo le mani in un verminaio, ha restituito l’università al centro della cultura catanese: gli uomini della Digos di Catania e i magistrati della procura, nominati uno per uno in apertura di serata.

È stata una serata di grande festa: il cortile di Palazzo Platamone trasformato in un grande salotto per ospitare l’opening di WondertTime, la rassegna d’arte diffusa della quale, con il nostro editore Pierluigi Di Rosa siamo in un certo senso cofondatori anche noi di SUD.

Inaugurata la grande mostra curata dalla cofondatrice di WonderTime Daniela Arionte con la sezione TemporaYoung di Marco Magnano di San Lio: una collettiva che riunisce artisti di livello internazionale e che è stata molto apprezzata dal pubblico presente. Visitabile sino al 29 luglio.

Una terza edizione che ancora una volta vedrà la città e i suoi luoghi dimenticati riscoperti e valorizzati dall’arte in tutte le sue forme. Eros che non si trova su Wikipedia, il titolo di questa nuova edizione: “Eros che per noi è abbraccio, inclusione e condivisione” ha affermato Rossella Pezzino De Geronimo, fondatrice e ideatrice della kermesse, durante il discorso di apertura.

“E la bellezza per noi non è soltanto estetica” ha proseguito Pezzino De Geronimo. “La bellezza per noi è anche etica. Perché questa città cambia se noi vogliamo cambiarla”

Eros. Perché WonderTime è il suo comitato promotore amano questa città”. E l’operazione “Università bandita” non poteva passare in secondo piano, soprattutto in una manifestazione culturale che si è posta come obiettivo quello di tirar fuori le energie positive, il meglio dalla città, e da questo ripartire.

“Personalmente – ha affermato Pierluigi Di Rosa nel discorso di benvenuto – questa edizione la dedico a Carmelo Zuccaro, Sebastiano Ardita, Marco Bisogni, Raffaella Agata Vinciguerra e Santo Distefano, che sono i procuratori che hanno firmato l’ordinanza che ha restituito dignità all’Università di Catania grazie alle indagini della DIGOS di Catania al comando di Marika Scacco con il capo di queste investigazioni Claudio Pucci. Un’indagine importantissima per questa città: mettere le mani in quel verminaio e restituri l’università al centro della cultura catanese è una cosa fondamentale. Il senso di WonderTime è proprio questo: è recuperare questa città, restituirla ai nostri figli a partire dal rispetto delle regole e della legalità. E il nostro ruolo è anche questo, sostenere gli uomini che fanno questo genere di battaglie” .

“WonderTime è famosa per la riscoperta di luoghi nascosti e sconosciuti di questa città – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi Barbara Mirabella – e sono felice che quest’anno il comitato promotore della kermesse abbia deciso di “riscoprire” e di riappropriarsi anche di luoghi del Comune di Catania. È un bel segnale: questa è casa vostra, è la casa di tutti i cittadini”.

A concludere la serata Chroma Ensemble, strepitosa formazione scelta dal direttore artistico per la musica Giovanni Cultrera di Montesano,  che si è esibita sulle vibranti note delle colonne sonore di film che raccontano l’Eros in tutte le sue forme e sfaccettature: è di nuovo il tempo dell’arte, è di nuovo WonderTime.