Tanto tuonò che piovve! Il sindaco Enzo Bianco vuole fare il bis (ma anche ter, quater, quinquies, e chi più ne ha più ne metta..) al Comune di Catania. Dopo averlo annunciato al quotidiano “La Sicilia”, finalmente ha deciso di annunciare ufficialmente la sua candidatura anche alla città riunendo i giornalisti, per diffondere urbi et orbi il suo messaggio ormai noto a tutti. E non lo ha fatto con alle spalle l’incompiuta del secolo vale a dire la monumentale fontana del Tondo Gioeni, l’incompiuta opera simbolo dell’inettitudine di questi cinque anni di amministrazione, davanti le auto imbottigliate nel traffico. No. Lo ha fatto sottoterra, in metropolitana, quasi fosse un topo che deve nascondersi, all’interno del treno della metro, opera che non è neanche sua e per la quale, appunto, il Comune non ha messo neanche un euro. Ma a lui piace sbandierarla ad ogni occasione, contento lui…

Un’operazione evidentemente studiata a tavolino dallo staff del sindaco Bianco per fare “l’annuncio straordinario” che in realtà di straordinario aveva solo la scomodità della location, il convoglio della Circum, con cronisti e videoreporter costretti a tenersi ai corrimano tra una stazione e l’altra per non cadere rovinosamente a terra dinnanzi al primo cittadino in vena di cerimonie, tanto per cambiare.

Una “messinscena” per poi sentirsi dire “mi candido”, come se nessuno lo sapesse. Accanto a lui poche persone, alcuni giovani evidentemente troppo per conoscere la storia bianchiana, gente della cosiddetta società civile che lui ha voluto reclutare nella sua squadra. Salvo poi chiedere l’aiuto del suo partito, il Pd, che nel frattempo tace.

Un passo avanti forse per spiazzare i dem e costringerli a prendere una decisione. Visto l’andazzo, chissà che non decidano di sacrificare un nome vecchio e non più spendibile piuttosto che una risorsa nuova. Chissà, la sensazione è tuttavia quella che Bianco possa fare la fine di Crocetta. Bisognerà capire comunque quali possano essere le otto liste a suo sostegno sbandierate nell’annuncio ufficioso di qualche giorno fa.

Nello stesso momento, in un altro sotterraneo, quello dell’Hotel Nettuno, ma molto più comodo, Salvo Pogliese presentava la sua “squadra”, con una sfilza di volti più o meno noti, tra cui Sergio Parisi, giovane ex assessore allo Sport del Comune con Raffaele Stancanelli, il primario della rianimazione del Garibaldi Sergio Pintaudi e quello del Pronto Soccorso Giovanni Ciampi, il Direttore della Patologia Ostetrica e Ginecologica del Policlinico Vittorio Emanuele, Marco Palumbo, figlio dell’ex parlamentare di Forza Italia Giuseppe, Dario Pistorio della Fipe Confcommercio, Giacomo Guglielmo esperto dell’ex sindaco Stancanelli  per il traffico, l’imprenditrice Livia Magnano di San Lio, i docenti universitari Matteo Ingaccolo e Rosario Lanzafame, l’ex sindaco di Giarre Roberto Bonaccorsi, la stilista di moda Marella Ferrera, l’organizzatrice di eventi Barbara Mirabella e altri ancora. Tutti insieme per costruire il programma di governo della città sotto l’egida Pogliese. A coordinare il tavolo tecnico sarà Paolo La Greca, docente di urbanistica dell’Ateneo catanese. 

«Quello in cantiere è un progetto di rottura, assolutamente innovativo e totalmente differente rispetto al passato», ha evidenziato Pogliese, «accanto a me saranno i singoli cittadini, le associazioni di volontariato, il mondo dell’imprenditoria a compiere un percorso realmente partecipativo. In questi ultimi cinque anni il Palazzo di Città è stato molto distante dai problemi della gente comune, dai catanesi, dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano e lottano per la dignità della propria vita. L’amministrazione in carica ha scientemente diffuso l’idea di una città assolutamente diversa rispetto a quella reale. Nella testa di qualcuno c’è un sovrano e vi sono dei sudditi: noi immaginiamo un percorso completamente differente, che rappresenterà un elemento discriminante della passata esperienza amministrativa».

 Al lavoro anche Emiliano Abramo, che continua con i suoi incontri. Tra questi “Let’s change!” il rendez-vous con una rappresentanza di giovani universitari catanesi con un’unica parola d’ordine: “ascoltarsi per costruire insieme un percorso proficuo e intelligente che ponga le basi per una vera svolta in città”.

Un comizio elettorale all’inverso durante il quale Abramo, seduto fra il pubblico nella sede del comitato civico “E’ Catania” in via Crispi, ha ascoltato tutte le proposte avanzate annotando i tanti suggerimenti dei ragazzi che hanno parlato della “Catania che sognano”, della “Catania che vogliono”: dalla dignità del lavoro alla mobilità sostenibile, dal potenziamento del rapporto fra istituzioni, università e imprese alle strategie di sviluppo turistico in città.

Questo chiedono i nostri ragazzi per restare a Catania e costruire una città europea. – afferma Abramo – Non vogliono più delegare ma, insieme con la nuova amministrazione, condividere scelte e percorsi con responsabilità e competenza. La più grande risorsa che abbiamo è il nostro capitale umano che non possiamo e dobbiamo sprecare”.

Tacciono ancora i grillini che non hanno ancora ufficializzato il nome di Giovanni Grasso, scelto dal Meetup dei pentastellati. Subito dopo la votazione, in molti si aspettavano un comunicato ufficiale, da loro stessi preannunciato. Ma nulla.

Un quarto candidato fresco di annuncio è Angelo Attaguile, leader regionale della Lega che appena due giorni fa ha comunicato l’affrancamento del partito di Salvini dalla candidatura di Pogliese. In attesa che le colombe del centrodestra facciano il loro “lavoro” Attaguile resta in corsa.

Un’altra candidatura ufficiale con la lista “Un cuore per Catania” è quella di Riccardo Pellegrino, il consigliere comunale forzista che si era candidato alle regionali sollevando un vespaio di polemiche per via della sua amicizia con Carmelo Mazzeo, figlio del boss mafioso Nuccio.