Le chiamano trasmissioni televisive. Sono quella sorta di reality-show (in genere fasulli) in cui si spettacolarizzano sentimenti, miserie, odi, rancori, amori in una continua sarabanda d’insopportabili cicalecci, di urla, di liti, propalate da canali televisivi che sull’obnubilamento cerebrale degli italiani costruiscono ogni giorno le loro fortune commerciali

Prendendo spunto dalla demenzialità quotidiana e coinvolgendo il pubblico (a cui si chiedono gli spunti iniziali, frasi da scrivere o storielle di vita vissuta) Il “Teatro Impulso” di via Gentile di Catania improvvisa, con performances Real Time Improv, uno spettacolo a più soggetti suggeriti dagli divertiti spettatori. Formula che (a giudicare dalle risa dagli astanti) sembra godere di successo. Sul palco sei giovani “improvvisatori” (Valeria Arena, Santo Consolo, Eleonora Fichera, Alessandra Grasso, Claudio Marletta, Irene Oliveri) attenti a cogliere gli umori del pubblico, mentre un “coach-regista” (Mario Guarneri) appunta doviziosamente le proposte degli spettatori che poi porge come memoria agli attori. Una sorta di revisionata commedia dell’arte per una serata scacciapensieri da vivere in allegria.