La etologia è la scienza che studia il comportamento animale. Come le varie specie interagiscono tra loro e con specie diverse.
Le leggi che regolano i rapporti sociali del mondo animale.
Gli stessi principi e lo stesso approccio si possono applicare nella osservazione della psicologia umana.
Esistono, ad esempio, individui piccini, sia di taglia che di struttura mentale che, consapevoli delle loro ridotte dimensioni, scambiano ogni essere umano con vengono in contatto per un potenziale antagonista.
E quindi attaccano per primi.

Parlano a voce alta magnificando con ampi gesti delle braccia tutto quello che dicono, come a voler aumentare le le proprie scarse dimensioni, o a dare più valore alle proprie pontificazioni.
Sono polemici, si alterano per un nonnulla e trasformano tutto in una prova di forza.
Che se perdono la colpa è sempre per fattori esterni, o sfortuna.

Altri, al contrario, di corporatura più imponente, agiscono da plantigradi.
Stanno lì consapevoli delle proprie dimensioni, pazienti e meditabondi.
Perchè ognuno di noi agisce in ossequio a una legge fondamentale e universale:
Le persone mostrano di se per prima cosa ciò che non sono e mostrano di possedere in quantità ciò di cui, in realtà, sono desolatamente privi -.
E quindi abbiamo persone che, con una modesta posizione economica, si indebitano per acquistare grandi SUV da mostrare agli altri.
O qualunque cosa che dica forte “Ehi, io sono uno che conta, uno coi soldi!”.
In modo che lo scintillio delle cromature nasconda la opacità delle loro anime parvule.
Tornando ai due tipi descritti prima, vengono in mente il volpino che bercia inferocito verso
l’alano che lo guarda stupito, prima di annoiarsi e volgerli le terga.
Un altro divertente esempio di questa mentalità nel mondo animale è dato dal granchio decoratore.
Un animaletto senza una solida struttura ossea all’interno, con il suo mollume protetto da un pallido carapace.
Questo simpatico esserino ama decorare il suo esoscheletro ricoprendolo con pezzi di alghe colorate.
Per sembrare più grande ed elegante.
Quanti ne conosco di tipi simili che, consapevoli della propria lacunosa sostanza si decorano con abiti griffati, accessori preziosi, che vantano frequentazioni di ristoranti dove la cosa di alto livello è, spesso, solo il conto.
E cercano frequentazioni altolocate, ricorrendo a ogni artifizio perchè gli altri non si accorgano del pallido carapace che racchiude un penoso nulla.
Quanto sarebbe meglio mostrarsi agli altri e accettarsi pienamente, per ciò che si è, sia fuori che dentro.
Quanti conflitti piccoli e grandi si eviterebbero.
Pensate a Kim Jong-un ad esempio. Se accettasse se stesso per il ragazzo obeso e un po’ tardo che
tutti prendevano a scappellotti quando era piccolo, se perdonasse le prese in giro e i soprusi e,
facendolo, facesse la pace con quei ricordi e col mondo.
Ricordate quel giovane pittore? credo si chiamasse Adolf qualcosa… ah si, Adolf Hitler.
Pensate se avesse accettato la decisione della commissione esaminatrice che gli impedì l’accesso alla accademia d’arte.
Sarebbe diventato un bravo imbianchino e magari, continuando a dipingere per diletto si sarebbe perfezionato e ripresentandosi tempo dopo,  chissà che non sarebbe riuscito a farsi ammettere.


Lucio Lanza, Catanese, classe 1955. Farmacista, commerciante e fotografo (non in quest’ordine). Ha pubblicato Strane Storie (Ed. Bonanno), Tintura di Odio (Ed. Pharma Service), La Magnesia del Pellegrino (Ed. Pharma Service), La Guerra di un Contadino (Ed. Istituto Studi Storici “G. Salvemini”). “Una Pomata Folle” (Ed. Pharma Service), Incontri e Racconti di un Farmacista (Ed. Novartis). La sua filosofia di vita è quella secondo la quale “La Mala Erba non Muore Mai.