E a quanto pare i requisiti richiesti dalla legge non sarebbero l’unico profilo di interesse contenuti nel provvedimento dirigenziale 522 del 28 agosto deciso dal dirigente del comune di Catania ing. Fabrizio D’Emilio. Anzi…AGGIORNAMENTO 1: Nota dell’amministrazione comunale che ha accertato i fatti, riconsiderato la questione e confermato la decisione. Ne prendiamo atto. AGGIORNAMENTO 2: la replica del dr. Chisari. Ne prendiamo atto. 

Innanzi tutto chiariamo i presupposti della notizia.

Il primo presupposto è oggettivo e riguarda la tipologia d’incarico: Il medico competente, sottinteso del lavoro (o, più propriamente, medico del lavoro), ai sensi della legislazione italiana in tema di sicurezza sul lavoro è un Medico del Lavoro che collabora con il datore di lavoro per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti riferiti al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, come ad esempio collaborare alla valutazione dei rischi. Tutti i medici in possesso dei requisiti sono iscritti all’Ente Nazionale dei medici (competenti) del lavoro, istituito presso il Ministero della salute, e suddiviso per regioni.

Il secondo presupposto è soggettivo e riguarda il beneficiario dell’incarico: si tratta di Mario Chisari, giovane pupillo di Raffaele Lombardo ai tempi in cui faceva politica (pare che adesso faccia l’agricoltore), già consigliere comunale, vice sindaco della giunta di Raffaele Stancanelli (che ora è senatore della Repubblica per Fratelli d’Italia) e già presidente della società della Regione SEUS-118 che gestisce con 3.500 dipendenti l’emergenza sanitaria in Sicilia e nel 2013 capo gruppo in consiglio comunale di Grande Catania.

Ora la notizia, che riguarda una decisione del dirigente ing. Fabrizio D’Emilio di affidare al dott. Chisari l’incarico di Medico Competente del comune di Catania.

La decisione la assume il 28 di agosto e fa decorrere l’incarico a partire dall’1 di settembre, che è una domenica.

L’incarico, sub-notizia, costa al comune 18 mila euro per 4 mesi, sino al 31 dicembre 2019.

In sostanza, che un ex vice sindaco venga nominato ad un incarico abbastanza retribuito con un affidamento diretto, senza alcuna selezione pubblica, potrebbe anche bastare come notizia di pubblico interesse, ma il provvedimento dell’ing. D’Emilio è un vero capolavoro.

Cominciamo insieme con l’analisi del provvedimento dirigenziale 522 del 28 agosto 2019.

Per i primi 7 capoversi l’ing. D’Emilio ci racconta una storia: il servizio in questione era stato affidato tramite procedura pubblica Consip ad una ditta di Pinerolo (TO) che, la facciamo breve, ad un certo punto, il 1 marzo 2019, chiede al comune di essere pagata per il servizio svolto nel 2018.

Il comune l’8 marzo risponde che il comune è in dissesto e la ditta per il pagamento deve rivolgersi alla Commissione Straordinaria di Liquidazione; come non bastasse, forse perché disturbati dalla richiesta di pagamento, dal comune parte la revoca dell’affidamento che doveva scadere a fine 2019. Vabbè, pazienza.

Il servizio è però obbligatorio per legge e bisogna sostituirlo e qua la cosa si fa ancora più interessante.

Si arriva infatti al decimo capoverso dove si legge che il 5 agosto l’ing. D’Emilio ha chiesto al Servizio Ragioneria del comune di Catania se per procedere a questo affidamento sia possibile ricorrere alla procedura pubblica MEPA ma la Ragioneria risponde con nota 293757 del 20 agosto che non sarebbe possibile.

Pazienza, si sarà detto l’ing. D’Emilio, “Faccio mì”.

Peccato però che a quanto non sia così, sul portale dedicato alla PA quel servizio pare proprio esserci:

e almeno altre due amministrazioni comunali,TerniCattolica, hanno affidato esattamente lo stesso servizio tramite…procedura MEPA.

Bah.

Ma non finisce qui.

Bisogna arrivare al dodicesimo capoverso per ritrovarsi, d’amblais, senza alcuna motivazione logica sul perché sia stato prescelto proprio lui, il nominativo del beneficiario dell’incarico da 18 mila euro per 4 mesi a decorrere da una domenica: appunto l’ex vice sindaco Mario Chisari.

E qua, al di là di ogni considerazione sulla procedura, motivazioni e opportunità della scelta effettuata dall’ing. D’Emilio, sorge un altro problema: i requisiti di legge ci sono?

In effetti, a leggere il curriculum, pare si tratti di un medico legale che, al netto degli impegni politici, si occupa prevalentemente di assicurazioni e qualche colpa medica, di medicina del lavoro neanche l’ombra, requisito che in ogni caso non basterebbe comunque.

L’art.38 del Decreto Legislativo 81/2008 che norma la materia stabilisce che per svolgere questo incarico occorre essere iscritti in un apposito albo presso il Ministero della Salute suddiviso per regione: abbiamo verificato alla data di affidamento dell’incarico, 28 agosto 2019:

Insomma, per un solo provvedimento dirigenziale non ci si poteva impegnare di più per fornici tante “notizie” di pubblico interesse con cui ricominciare dopo il periodo di ferie: grazie davvero.

Il provvedimento dirigenziale 522 del 28 agosto 2019 che affida l’incarico di Medico Competente al dott. Mario Chisari per 18 mila euro per 4 mesi a decorrere da domenica 1 settembre.


AGGIORNAMENTO

In data 4 settembre riceviamo mail da parte dell’Amministrazione Comunale di cui prendiamo atto mantenendo intatte tutte le perplessità espresse nell’articolo, dalla scelta della procedura di affidamento diretto, al mancato ricorso a MEPA come fatto da altri comuni, all’assenza di pubblica selezione e non ultimo alla scelta di un ex vice sindaco dello stesso ente per lo svolgimento di un servizio concesso, appunto, ad affidamento diretto.

Inoltre nel giorno di pubblicazione dell’articolo, come si evince dallo screenshot, la ricerca del nominativo del dr. Chisari sull’apposito sito del ministero dava esito negativo, mentre si prende anche atto che alla data odierna il dr. Chisari risulta in effetti essere l’ultima matricola (2466) iscritta nell’elenco dei medici competenti e quindi il requisito richiesto è stato acquisito ma non ci è nota al momento la data di iscrizione.

A seguire la nota dell’amministrazione comunale che in ogni caso, pur non condividendo, ringraziamo per la solerzia dell’accertamento e della risposta di cui diamo conto:

“In riferimento all’articolo relativo alla individuazione temporanea del medico competente, organo di cui il Comune dev’essere obbligatoriamente dotato, l’intera questione è stata riconsiderata e chiarita dal Comune in ogni punto da voi evidenziato.

Anche grazie alla vostra sollecitazione l’Amministrazione Comunale ha potuto appurare che il provvedimento dell’ingegnere Fabrizio D’Emilio è conforme alle previsioni di legge, di cui all’articolo 36 comma 2 lettera a) del Dlgs 50/2016 ( Codice degli appalti) che recita testualmente: “Fermo restando quanto previsto dagli articoli 37 e 38 e salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, secondo le seguenti modalità: a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici o per i lavori in amministrazione diretta”.

Peraltro, il capitolato dell’area merceologica “Servizi di supporto specialistico” del MePA, non prevede alcun riferimento al medico competente bensì un onnicomprensivo richiamo ad attività specialistiche, con esplicito cenno a sotto categorie che non contemplano quella di specifico interesse per il Comune di Catania.

L’Amministrazione Comunale, inoltre, alla luce della normativa vigente, ha anche riconsiderato e confermato il possesso del dott. Mario Chisari, dei requisiti necessari per lo svolgimento della funzione di medico competente.”


Riceviamo e pubblichiamo nota di replica del dr. Mario Chisari della quale prendiamo atto augurandogli ottimo lavoro, ma mantenendo anche in questo caso tutte le perplessità espresse nell’articolo. Si conferma che al momento della pubblicazione dell’articolo il dr. Chisari non risultava compreso nell’elenco pubblicato sul sito del Ministero della Salute, mentre risulta adesso inserito come ultima matricola iscritta.

 “Pregiatissimo Direttore, 

con la presente voglia gradire qualche chiarimento in merito all’articolo da Lei pubblicato in data 2 settembre 2019, dal titolo «Al comune di Catania nominato come Medico Competente un ex vice sindaco …ma è davvero competente?». 

Non entrerò nel merito delle questioni relative alla procedura che ha condotto al conferimento dell’incarico, trattandosi di vicenda che riguarda l’amministrazione comunale e non rientra tra le mie competenze. 

Mi vedo costretto, però, a fornire alcuni chiarimenti sui requisiti previsti dalla normativa vigente per il conferimento dell’incarico di medico competente e sulle informazioni riferite alla mia persona. 

La normativa che individua i titoli per accedere alle funzioni di «medico competente», negli anni, ha subito numerose modifiche. Le fonti principali, in estrema sintesi, sono il decreto legislativo del 19 settembre 1994 n. 626, novellato dal decreto legge del 12 novembre 2001 n. 402, convertito con legge dell’8 gennaio 2002 e, da ultimo, il decreto legislativo del 9 aprile 2008 n. 81, attualmente vigente. 

L’iter normativo è stato indubbiamente accidentato, anche a causa della nota “querelle” tra Medici del Lavoro, da una parte, ed Igienisti e Medici Legali, dall’altra. Detto contrasto deriva essenzialmente dalla valutazione dei titoli e dei requisiti 

abilitanti allo svolgimento delle funzioni del medico competente. Come Lei stesso può intuire, ciò ha determinato non pochi problemi interpretativi. 

Ho fatto questa doverosa premessa soltanto per far comprendere a Lei ed ai Suoi lettori che il sottoscritto, contrariamente a quanto dato si legge nel citato articolo, è “davvero competente”, essendo in possesso dei requisiti per lo svolgimento delle funzioni del medico competente ai sensi dell’art. 38 del citato decreto legislativo n. 81/2008 e, in particolare: 

1. Specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni; 

2. aver svolto l’attività di medico competente prima dell’entrata in vigore del citato decreto; 

3. aver partecipato al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e successive modifiche ed integrazioni nella disciplina «Medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro». 

4. essere iscritto nell’elenco dei medici competenti, istituito presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali al n. 22466. 

Ad integrazione di quanto da Lei scritto, ritengo, inoltre, opportuno chiarire che, nel corso degli ultimi sei anni, mi sono dedicato esclusivamente alla mia crescita professionale ed alla mia famiglia e non già (per scelta personale) ad alcuna attività politica, ed ho dovuto faticare non poco per recuperare gli anni in cui sono stato assorbito dalla passione per la politica e dagli impegni istituzionali. Grazie all’impegno ed a tanta fatica, ho acquisito competenze specialistiche in ambiti propri della Medicina dei Servizi, dopo aver partecipato a Corsi di Alta Formazione e Master Universitari, ho acquisito la qualifica di esperto in Rischio Clinico e Certificatore di Gestore del Rischio Clinico. Per quanto è a mia conoscenza, in tutta Italia, ci sono solo una ventina di medici con questa specifica competenza. 

Infine, relativamente alla mia attività di Medico Legale, sono costretto a smentire la circostanza secondo cui mi sarei occupato di “qualche colpa medica” e ciò in quanto, negli ultimi anni ho trattato oltre 700 casi di responsabilità professionale, avendo, peraltro, ricevuto incarichi da privati, da aziende sanitarie pubbliche e private e da altre pubbliche amministrazioni. 

A ben vedere, dunque, Le sono state fornite informazioni palesemente errate che, peraltro, non coincidono con quanto riportato nel mio curriculum. 

Certo di aver chiarito la mia posizione, Le porgo i miei più cordiali saluti.”

Dott. Mario Chisari