Fulmini e saette, vento e tempesta sulla terza festa mondiale della cristianità. Forse se si fosse dato un segnale…Ma proprio no, andare in festa come nulla fosse, sparare bombe, mangiare polpette per strada, girare in carrozza come se la città di cui è Patrona non stesse andando in pezzi, proprio no!

Agata è Bambina severa.

Agata ha dato la vita per quello in cui credeva.

Agata si è lasciata torturare per mantenere la sua Virtù.

Agata non è un trofeo ad uso di polpettari e selfisti compulsivi.

Ma davvero qualcuno pensava che si sarebbe fatta trascinare in mezzo al fumo degli arrosti abusivi senza un minimo di resistenza?

Agata non è buona solo quando col suo Velo ferma la lava, Agata è grande soprattutto quando richiama alla Responsabilità.

Io che sono talmente laico da sfiorare la miscredenza, ricevo questo maltempo abbattutosi sulla festa come la Grazia più importante, più significativa che una Patrona potesse dare: “Non c’è niente da festeggiare!”

“Prima risolvete i problemi che avete causato, prima restituite soprattutto agli ultimi, agli abbandonati, la dignità necessaria, prima dimostrate di saperla amare davvero questa città e la sua gente, solo dopo aver dimostrato un minimo di capacità di stare al mondo in maniera civile si potrà tornare ad onorare una tradizione secolare.”

Il presagio è arrivato, adesso si cambi rotta. Subito!