Appena presentato dal governo Gentiloni il Documento di Programmazione Economica, nella parte di cui è responsabile il ministro col berrettino della Circumetnea Delrio, le infrastrutture che continua a non fare, contiene l’ennesima beffa ai danni dei catanesi e dell’intero popolo siciliano: la tanto millantata seconda pista del Fontanarossa non è stata inserita tra gli interventi prioritari. Del tutto inesistente l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pistorio che non riesce a garantire nessun risultato utile.Durissimi gli interventi dell’AD SAC Nico Torrisi e del sindacato UGL.

Hanno la faccia tosta di venire a Catania e trovare sindaci che gli consentono di farsi ridicole foto col  berrettino per inaugurare opere avviate decenni prima ed in ritardo di anni, come se ci avessero messo qualcosa loro. Imbarazzante!

Straparlano e cianciano di patti di carta e soldi finti facendo inutili viaggi propagandistici a spese dei contribuenti, ma quando si tratta di fare qualcosa di concreto rivelano tutta la loro inadeguatezza.

Compresi assessori regionali, come quello catanese Giovanni Pistorio, che non si capisce che ci stiano a fare.

Questa è la realtà triste e pericolosissima di una classe dirigente che speriamo venga presto consegnata alla memoria che merita.

Sulla sconcertante decisione l’Amministratore delegato di SAC Nico Torrisi esprime la preoccupazione dei catanesi: “In attesa di conoscere le valutazioni che hanno portato il Mit a questa decisione, ho parlato con il presidente Crocetta che, consapevole dell’importanza strategica dell’infrastruttura, ha garantito il suo immediato impegno con il governo nazionale. E confidiamo altresì nell’iniziativa del sindaco Bianco che si è subito attivato fissando per la settimana prossima una riunione con il ministro Delrio alla quale prenderà parte anche una delegazione di SAC.”

“Quest’opera – prosegue  Torrisi – è indispensabile per il territorio: prova ne sia la continua crescita del traffico dei passeggeri sul nostro scalo da novembre 2016 ad oggi (media del +19%, con quasi 8 milioni di utenti nel 2016) e l’attenzione di storiche e nuove compagnie aeree pronte a investire su Catania.

“Chi frena o dice no allo sviluppo dell’Aeroporto di Catania, il più grande del sud Italia e scalo di riferimento di sette delle nove province siciliane, non solo condanna all’immobilità un territorio, ma si rende strumentalmente responsabile del mancato sviluppo sociale, culturale ed economico di una intera comunità, già gravata dalla marginalità geografica e dalla storica assenza di adeguati collegamenti ferroviari”.

Sulla vicenda interviene anche il sindacato UGL con un lungo comunicato: “Se da una parte era immaginabile aspettarselo, dall’altra non possiamo che rinnovare la nostra indignazione per il nuovo rinvio del finanziamento per la realizzazione della seconda pista nello scalo aeroportuale di Fontanarossa. E’ evidente come in un sol colpo il governo abbia voltato le spalle a Bianco e Crocetta, declassando improvvisamente il progetto tra quelli “da rivedere”. ”

“Non si comprende come solo ora ci accorge della necessità di rivedere costi e compatibilità con il territorio” – affermano dalla Ugl di Catania il segretario territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario provinciale di Ugl trasporto aereo Mario Marino- che aggiungono: “La decisione del ministero appare più che altro un pretesto per prendere ulteriormente tempo, magari per distrarre i fondi da qualche altra parte. Se questo era l’orientamento perché Delrio non ne ha mai parlato nelle due volte che è venuto in visita a Catania? Infatti, lo riteniamo uno scippo vero e proprio per la città metropolitana di Catania e non solo, essendo un’opera strategica anche per l’intera regione euromediterranea. Ci appelliamo quindi ai parlamentari nazionali, affinché facciano sentire forte la voce di un’area che chiede da decenni l’adeguamento funzionale dell’aeroporto catanese, con le relative opere di efficientamento dell’interconnessione tra i diversi sistemi di trasporto, ricevendo solo prese in giro – concludono i due esponenti Ugl. Basta con i rinvii! Dopo l’approvazione di questo Def ci vogliono risposte certe ed un cronoprogramma tali da stabilire tempi e modalità per dare alla stazione di Fontanarossa la giusta dimensione che gli appartiene, che di certo non è quella delle promesse e delle parole al vento!”

Ma inutile far prevalere la solita indignazione, questo è il risultato delle scelte elettorali dei siciliani che non sono in grado di garantirsi una rappresentanza adeguata alla tutela dei propri interessi strategici e sui quali si gioca il futuro delle prossime generazioni.

A breve ci sarà la possibilità di giocarsi l’ultima carta: le elezioni regionali del 5 novembre 2017 e poi le politiche (speriamo anticipate): incrociamo le dita!