3,5 milioni di euro di stanziamenti regionali e la richiesta di un ingresso in società della stessa Regione Siciliana con quote del 15 o 20%. Sono questi i risultati del “proficuo incontro” di lunedì mattina all’aeroporto di Comiso tra i vertici dell’Amministrazione Comunale, il presidente della Soaco Silvio Meli, il presidente della Sac Sandro Gambuzza, l’amministratore delegato Sac Nico Torrisi e il parlamentare regionale del Partito Democratico ed ex sindaco di Comiso Nello Dipasquale. Ma l’aeroporto di Comiso a che punto si trova?

Birgi chiude l’accordo con Ryanair assicurandosi la prossima stagione estiva con l’obiettivo di ritornare a 800 mila passeggeri in transito nel 2020 e a quota un milione e mezzo nell’anno successivo.

Comiso invece resta ferma al palo. Ne avevamo accennato parlando dei “risultati da record” della gestione SAC dell’aeroporto Fontanarossa: giugno -31,2% rispetto allo stesso mese del 2018, luglio -37% e agosto -27,6%

E l’autunno è al tracollo. Questa è la pianificazione dei voli fino al 27 di ottobre.

 

Ma è già noto che i voli da e per Roma non saranno più attivi e che i voli per Pisa si ridurranno da quattro a due voli settimanali.

In buona sostanza un aeroporto aperto – quando va bene – per “ben” 2 (DUE) voli giornalieri. Con “picchi” negativi da nessun volo.

Questo spiega sicuramente come mai la SOACO, Società per Azioni che gestisce l’aeroporto di Comiso abbia accumulato negli ultimi 3 anni un passivo di oltre 7 milioni di euro.

 

Quali prospettive?

In un comunicato diramato lunedì pomeriggio, Nello Dipasquale – parlamentare regionale del Partito Democratico, ex sindaco di Ragusa e cognato di Saro Di Bernardo già presidente SOACO – ci fa sapere che  “in merito ai bandi per l’incentivazione delle tratte il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari ha illustrato le procedure relative ai bandi già celebrati, ma andati deserti, e cosa si sta facendo per il futuro al fine di rendere il prossimo bando più appetibile per le compagnie aeree. Dall’Amministrazione comunale, infatti, è stato sviluppato uno studio che servirà per la predisposizione del prossimo bando che prevederà l’impegno di 3,5 milioni di euro di finanziamento regionale“.

Il bando andato praticamente deserto prevedeva 15 lotti, ovvero 15 destinazioni (6 nazionali e 9 internazionali): “Gli operatori potrebbero non fidarsi di programmare la loro attività in un aeroporto che agisce come se fosse florido mentre è sull’orlo della bancarotta” aveva dichiarato un anno fa Claudio Melchiorre, presidente del comitato di viaggiatori Vussia – Viaggiatori e Utenti Sicilia del Sud In Aeroporto.

 

Trasparenza zero

Della gestione SOACO non si riesce a venirne a capo. I dati sui bilanci che vi abbiamo mostrato in tabella poco sopra li abbiamo ricavati dall’Amministrazione Trasparente della SAC, che in quanto controllante ha l’obbligo di riportare i dati relativi alle società controllate. L’ultimo bilancio pubblicato, invece, risale al 2016 e lo si trova sul sito del Comune di Comiso che controlla la SOACO con il 35% delle quote.
Per il resto tutto tace: sul sito dell’Aeroporto di Comiso l’area Amministrazione Trasparente nemmeno esiste. Troviamo solo una misera pagina “Chi siamo” con riportati indirizzo, recapiti telefonici e composizione del Cda e del Collegio Sindacale. Nessun curriculum vitae della dirigenza, nessun dato sul numero di dipendenti, nessun documento circa i consulenti esterni e i relativi compensi.
Sappiamo solo che il CdA ci costa 121.000 € annui.

 

I conti li ricaviamo sempre dal sito della SAC. Ma del resto non sappiamo assolutamente nulla.

Eppure la SOACO è a tutti gli effetti una società pubblica: per il restante 65% infatti è di proprietà della Intersac Holding, una spa in liquidazione che è controllata al 100% dalla SAC. E la SAC come ben noto è società pubblica per 62,5% di proprietà della super Cam Com del Sud Est e per la restante quota di proprietà della Città Metropolitana di Catania, dell’ex provincia di Siracusa e del Consorzio Asi (ente regionale).

Ora, prima di richiedere nuovi investimenti pubblici e un ingresso della Regione Siciliana “negli assetti societari degli enti di gestione, anche con quote del 15 o del 20%, per dargli nuova linfa, anche economica” – così come proposto da Dipasquale –  non sarebbe il caso di richiedere prima di tutto una maggiore trasparenza così da consentire anche ai cittadini di capire qual è la reale gestione dell’ente? Come fa a reggersi ancora in piedi una macchina di queste dimensioni con due voli al giorno (quando va bene)?