Nel complimentarci con la Squadra Mobile di Catania per la cattura del boss dei “carateddi” Concetto Bonaccorsi, non possiamo non rilevare come nella lotta alla mafia siamo di fronte alla ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza dell’attuale sistema normativo.

Riteniamo, infatti, che la pretesa rieducazione dei mafiosi sia solo il frutto di una visione miope e ipocrita di una classe politica pronta a complimentarsi con i successi delle forze dell’ordine ma che nulla fa per evitare che i mafiosi continuino a godere di sconti e benefici.

E’ da un anno che abbiamo depositato alla Camera e al Senato una proposta di modifica normativa per evitare che ciò accada senza che nessuno degli esponenti politici locali, accogliendo il nostro invito, abbia trovato anche solo il tempo per voler discutere seriamente del problema della certezza della pena, un problema che, evidentemente, riguarda solo la gente comune e non chi ha responsabilità politiche.

A costoro chiediamo se ritengono giusto che siano i cittadini a dover pagare le migliaia di euro spesi per catturare chi si trovava tranquillamente in permesso premio mentre doveva scontare l’ergastolo, se ritengono giusto che si riducano del 50% i fondi destinati alle intercettazioni, strumento di fondamentale importanza per la lotta alla mafia.

Ai cittadini chiediamo semplicemente di far sentire la loro voce e firmare la petizione sulla certezza della pena https://goo.gl/z5LTk3 per sostenere la proposta depositata alla Camera e al Senato.