Domenica 24 giugno l’antica città di Acireale sarà chiamata a scegliere il proprio sindaco che avrà il difficile compito di superare uno dei momenti più bui della sua storia recente. Michele Di Re, candidato civico sostenuto dal centro destra, è un imprenditore di successo che ha creato un’azienda che da 30 anni da lavoro a 50 famiglie: “Ora che avrei avuto l’età per godermi i frutti di tutta la fatica e gli obiettivi raggiunti, ho sentito il dovere di impegnarmi personalmente perché Acireale deve tornare ad essere bella ed orgogliosa.”

Ingegnere elettronico-informatico, ha appena compiuto 62 anni, sposato da 38 anni con la signora Pina, un figlio medico e l’altro ingegnere. La sua azienda è leader nel settore della digitalizzazione e servizi alle imprese bancarie, l’ha costituita oltre 30 anni fa dopo importanti esperienze in alcune multinazionali del settore.

Ha le idee chiarissime su come Acireale, città ferita dagli ultimi scandali che hanno portato la precedente amministrazione di centrosinistra abbattuta da una brutta vicenda giudiziaria, possa ripartire mettendo al centro i suoi punti di forza tra i quali il principale resta il turismo.

Ha una pagina Facebook con oltre 5.300 iscritti alle cui sollecitazioni, critiche comprese, risponde personalmente con puntualità e passione, convinto che il primo impegno debba essere quello di ascoltare i suoi concittadini e coinvolgerli direttamente nell’amministrazione della città.

Quando comincia a parlare della “sua” Acireale, di come la vorrebbe e la vede nel futuro, è un fiume in piena, difficile da fermare.

“Ci sono nato e cresciuto, ci lavoro e ho creato una bella azienda con una famiglia stupenda: avrei potuto godermi in tranquillità quanto costruito, ma proprio per questo ho sentito il dovere di impegnarmi per mettere al servizio della mia gente proprio tutta questa esperienza accumulata. Acireale non merita di essere ridotta così, è una città bellissima e dobbiamo tornare ad esserne orgogliosi.”

Sa bene che l’impresa è complicata, ma confida nella voglia di riscatto e nelle competenze imprenditoriali che è in grado di trasferire nella pubblica amministrazione: “la grave crisi economica non può fermare l’iniziativa, non deve abbatterci, anzi stimolare ad inventarsi soluzioni alternative, ci sono risorse importanti a livello ministeriale e soprattutto europeo che possiamo intercettare ed utilizzare per modernizzare la città, come è anche possibile tornare a stimolare gli investimenti privati mettendo a disposizione i tanti beni abbandonati a progetti di finanza che potrebbero diventare nuove occasioni di lavoro  e benessere.”

“Reagire” è il suo slogan preferito che ha scelto di legare nel logo della sua campagna elettorale che gioca legando il suo cognome con le lancette di un orologio che segna il tempo che si assegna per realizzare il suo progetto per il rilancio di Acireale: “Ora!”

Non si nasconde l’opportunità rappresentata dal forte legame che lo lega con gli attuali governanti delle massime istituzioni territoriali, il sostegno del presidente della Regione Nello Musumeci e l’amicizia personale oltre che politica con il neo sindaco metropolitano Salvo Pogliese: circostanza che gli consentirebbe di mettere in reta Acireale sulla base di un progetto di crescita politicamente condiviso e con ovvie ricadute sulla comunità acese.