Contiene la registrazione di due telefonate. Le voci sono inconfondibili. Riportano la chiara minaccia da parte di vertici istituzionali (politico e burocratico) ad un pubblico funzionario affinché esegua un ordine illecito. Il materiale sarà consegnato esclusivamente e personalmente al Signor Procuratore della Repubblica. Istruzioni per l’uso, non si sa mai.

Quanto sta accadendo a Catania ci ha convinto che la città è ad un momento di svolta ed un sistema di potere sta per franare. Non ci dilunghiamo in analisi fatte mille volte. Stringiamo.

Quando un sistema frana, si spargono detriti che possono diventare valanghe e l’intero scenario diventa pericoloso.

Sappiamo che spesso con le nostre inchieste inquietiamo interessi milionari e siamo ben consapevoli che scoperchiare le trame di chi è posto a tutela di un sistema di potere radicato da decenni rappresenta un rischio. Ancor di più quando sulla città pare possano arrivare le centinaia di milioni del Patto per Catania in un momento in cui l’establishment storico appare indebolito da inchieste che cominciano ad individuare le singole pedine del sistema. Ognuno con la sua parte in commedia. 

In questo quadro nulla può sfuggire al controllo, tutti i ruoli devono essere presidiati, dal più banale al vertice rappresentativo, ogni spazio deve essere occupato e controllato: se ne sfugge uno, la maionese impazzisce.

Se questo è lo scenario, ed è certo molto più complesso di quanto si possa rappresentare in questa sede, le istruzioni “maneggiare con cura” sono più che indicate: non possiamo sapere chi o cosa ci sia dietro certe operazioni.

Allora, chiariamo intanto subito il protocollo di autotutela che abbiamo adottato.

Del materiale pervenuto in redazione abbiamo fatto più copie e consegnato a persone di fiducia, alcune neanche conosciute e non rintracciabili, le quali hanno precise disposizioni su cosa fare al verificarsi di particolari incidenti. Non ci sono copie presso la redazione né presso le abitazioni d nessuno Non si sa mai.

E veniamo al materiale, per quello che al momento possiamo scrivere.

A nostro giudizio rappresenta la prova inconfutabile che in questa città i vertici istituzionali intendono il proprio dovere di rappresentanza come potere di considerare la Cosa Pubblica come Cosa Propria, avendo in disprezzo ogni regola di legalità, non avendo alcun pudore nel ricorrere alla intimidazione ed alla minaccia pur di ottenere il risultato che è sempre finalizzato al mantenimento di un Potere che è solo parassitario e posto a tutela di interessi specifici.

Nello specifico si tratta di due telefonate. Le voci sono tre. 

Nella prima si confrontano una donna ed un uomo.

Nella seconda due uomini.

L’oggetto è chiaro: pressioni con minaccia ad un funzionario pubblico affinché esegua un’ordine illecito!

La cronaca successiva alle due telefonate ad al loro oggetto testimonia che il pubblico funzionario ha mantenuto la schiena dritta, non cedette alle pressioni e la minaccia venne realizzata.

Siamo convinti che questo documento abbia notevole valore politico e probabilmente anche giudiziario e per questo consegneremo esclusivamente e personalmente al Procuratore della Repubblica il materiale ricevuto.

Quindi, attendiamo di capire cosa succede e valuteremo nelle prossime ore o giorni l’opportunità di pubblicare il materiale ricevuto che certo ha assoluta rilevanza pubblica, ma alla quale abbiamo scelto in questo momento di subordinare l’accertamento giudiziario della sua eventuale rilevanza penale, che ci pare più importante ed efficace di ogni scoop. Rinunciamo per dovere di cittadini.

L’importante è che i nostri lettori sappiano che tutte le segnalazioni ricevute in redazione, in qualche modo e con le dovute cautele, raggiungono sempre l’obiettivo comune che è quello di fare in modo che chi gestisce Potere si comporti in maniera adeguata, non approfitti delle proprie posizioni, rinunci agli abusi, all’arroganza, alla violenza ed abbia rispetto per le regole e per chi fa il proprio dovere.

Vi terremo informati.