Caduta di calcinacci, manto stradale visibilmente logorato e una trave distaccata per mancata manutenzione: questa è la situazione del cavalcavia 29, attualmente chiuso al traffico tra via Gelatusi di San Gregorio e via Pirandello di San Giovanni La Punta.

Dal Consorzio Autostrade Siciliane nessuna certezza sui lavori di messa in sicurezza e sulla sua riapertura ma solo “speranze”, quelle di provvedere alla sua ristrutturazione in tempi brevi. Ma, a quanto pare, sia la carenza di personale, sia gli innumerevoli impegni relativi al G7 non consentirebbero un immediato intervento. E dire che i soldi non mancano, per stessa ammissione del Cas!

“Spero che la messa in sicurezza avvenga in tempi brevissimi –ci spiega il geometra Giulio Mungiovino del Cas- a seguito dei sopralluoghi effettuati personalmente. Purtroppo siamo in pochi e grava anche su di noi questa scure del G7: prima chiedono di accelerare i tempi, poi dicono che non va bene e ci rallentano. Siamo stati rincorsi per fare dei progetti entro il 31 gennaio, approvati e finanziati da noi. Ovviamente la problematica del cavalcavia 29 è una priorità. I lavori di manutenzione dovrebbero essere fatti periodicamente e quando c’è necessità”.

I controlli, come riferisce il geometra del Cas, sono stati effettuati insieme al geometra Massimiliano Cavallaro, tecnico del Comune di San Gregorio, e all’ingegnere Alfonso Schepisi, responsabile dell’ufficio Controllo Strutture del CAS. “L’ingegnere Schepisi non ha riscontrato problemi statici del viadotto, ma di manutenzione –afferma- i lavori che occorrono per la messa in sicurezza, e quindi per riaprire il cavalcavia, si possono fare, non ci sono problemi di finanziamenti. Tra l’altro sono stato incaricato di procedere nell’immediatezza per mettere in sicurezza”.

Proprio in vista del vertice dei capi di Stato e di Governo delle sette nazioni più sviluppate, che si svolgerà a Taormina tra due mesi, a maggio, si rinfocolano le più che legittime polemiche sulle condizioni disastrose della A18, definita “autostrada groviera” un nome che parla da sé. Non esiste infatti un tratto autostradale che non sia interessato da deterioramento, avvallamenti, buche, dislivelli e così via.

Nei giorni scorsi era stato il M5S con il deputato regionale, Angela Foti, ad accendere i riflettori sul cavalcavia chiuso I grillini avevano denunciato il distaccarsi dal cavalcavia di grandi porzioni di calcestruzzo, finite in prossimità dei piloni di sostegno della A18 Messina – Catania.

A detta del CAS il prossimo passo sarebbe di eliminare gli altri calcinacci, oltre a quelli già rimossi dai vigili del fuoco, trattare i ferri della struttura con materiale adatto per evitare l’ossidazione e risolvere il problema dovuto ad una trave distaccata.

Dal deputato Foti si apprende inoltre che l’ordinanza emanata dai comuni di San Gregorio e San Giovanni La Punta, sulla chiusura del tratto di strada, risale già allo scorso 25 febbraio giorno in cui è stato chiuso, ma la viabilità sull’autostrada è invariata. “L’ingegnere Rosario Faraci, presidente del CAS mi ha detto che erano a conoscenza del fatto  -aveva dichiarato la deputata regionale del M5S- che avevano ricevuto le opportune comunicazioni e che in tempi <<moderatamente celeri>> avrebbero fatto i controlli più approfonditi e non una semplice analisi visiva”.

Tempi “moderatamente celeri”? Siamo di fronte all’ennesimo caso di incuria delle autostrade siciliane?

Tirando le somme, già dal 25 febbraio si conosceva la situazione, non ci sono problemi di finanziamenti per la messa in sicurezza, ma non si possono assicurare con certezza tempi rapidi per mancanza di risorse umane e per gli impegni del G7?

Qualcosa non quadra. “Inoltre dal CAS emerge che non è solo un problema superficiale del manto stradale logorato, corroso e danneggiato in maniera evidente – aveva spiegato l’onorevole Foti – ma sarebbe necessario fare approfondimenti e procedere velocemente agli interventi. Ho chiesto formalmente -aveva infine concluso- all’ingegnere Faraci di realizzare un cronoprogramma per capire cosa si sta facendo in merito”.

Nel frattempo il G7 incombe con i suoi fondi speciali che speriamo possano servire almeno a sistemare l’interia importante arteria. E’ di oggi la notizia della chiusura di un viadotto ad Agrigento mentre appena ieri Striscia la Notizia mandava in onda la notizia di un viadotto in Puglia ormai traballante. Sembra insomma che il Sud soffra e nessuno se ne renda conto o intervenga per sistemare l’ormai drammatica situazione viaria.

La A18 passa attraverso territori fortemente urbanizzati e quindi sono numerosi i cavalcavia e i sottopassi. Se non si provvede a monitoraggi e interventi di manutenzione costanti ed in modo celere si possono verificare danni ed incidenti che vanno assolutamente scongiurati, almeno ce lo auguriamo con forza. Cosa si aspetta, che ci scappi l’incidente?

Noi di sicuro non ci stancheremo di denunciarlo e vi terremo aggiornati.