I segretari della Cgil Giacomo Rota e del Sunia, Giusi Milazzo,  la segretaria confederale della Cgil Rosaria Leonardi e la responsabile delle Periferie per la Cgil, Sara Fagone, dopo la denuncia di Sudpress sulla destinazione da parte del sindaco Bianco di ben 9 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione del complesso fieristico “le Ciminiere” che dovevano invece servire per la “riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”, intervengono con un duro comunicato che di fatto sostiene la nostra tesi: quei soldi andavano spesi per le periferie così come prevede il bando approvato dal decreto ministeriale -fra l’altro quelle di Catania sono particolarmente degradate- e non per le Ciminiere che si trovano al centro della città, in una zona servita che tutto è tranne che periferia, come abbiamo scritto nei nostri articoli

“A proposito del progetto presentato dall’Area metropolitana di Catania e approvato con decreto della Presidenza del Consiglio che destina  9 milioni e 500 mila euro per la ristrutturazione del complesso fieristico ” Le Ciminiere” , la Cgil e il Sunia di Catania giudicano la scelta “sbagliata e non attinente alle finalità del bando destinato invece a finanziare  progetti diretti alla riqualificazione urbana ed alla sicurezza nelle periferie” scrivono Rota, Milazzo, Leonardi e Fagone.

“Sebbene consapevoli che la struttura in questione necessiti di importanti interventi di ristrutturazione e probabilmente anche di messa in sicurezza, e che la scelta sia stata fatta anche per i vincoli imposti dal bando in merito ad interventi da effettuare su beni nella disponibilità dell’ente proponente, Cgil e Sunia ritengono che un confronto con chi ha una maggiore conoscenza e consapevolezza sui temi delle periferie, come  il sindacato, avrebbe comportato la scelta di altri percorsi anche stipulando convenzioni anche con altri enti e Istituzioni. – si legge ancora nella nota – Per questo riteniamo non accettabile dirottare finanziamenti così cospicui in un’area metropolitana come Catania caratterizzata da ampie zone marginali che necessiterebbero  interventi importanti e radicali, sia dal punto di vista urbanistico che sociale. Anche  convenendo con l’ interpretazione che viene fornita dalla dirigente responsabile del procedimento del segretariato generale della presidenza del consiglio dei ministri Valentina Tucci. Quest’ultima, infatti, asserisce che se possono essere considerate periferie anche le aree centrali della città è quantomeno ardito considerare il complesso  delle ciminiere ubicato in viale Africa come periferia, anche in considerazione dello stato di marginalità di quartieri  del centro come S. Berillo, picanello o San Cristoforo.

Conosciamo bene le difficili condizioni di molti quartieri della città e sappiamo, in quanto impegnati da anni su questo fronte, quanto le periferie catanesi abbiano la necessità di interventi di riqualificazione e di rigenerazione sia sociale che urbana.

Questi argomenti sono stati trattati e proposti più volte dal sindacato in tutte le iniziative e le azioni sviluppate a Librino, e riproposte anche nel corso dell’incontro con l’assessore Di Salvo sul finanziamento dei progetti per San Giovanni Galermo. Per questo non possiamo non mostrare il nostro dissenso di fronte al diverso utilizzo dei fondi rispetto a ciò per cui erano stati destinati cioè le nostre periferie. Chiederemo  un incontro per avere ulteriore chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione.

Nello stesso tempo -concludono i sindacalisti- chiediamo un tavolo istituzionale, che renda possibile  una visione di insieme dei progetti di quartiere elaborati e condivisi con gli abitanti e gli attori sociali che vada oltre l’attuale fase amministrativa sia del Comune che dell’area metropolitana e  consenta poi un serio monitoraggio degli interventi programmati sulle periferie e nello stesso tempo possa agevolare azioni più coordinate tra le diverse istituzioni che gestiscono questi importanti e necessari interventi”.