Un organismo che pare esista solo presso il comune di Catania e del quale si sconoscono atti e contributi. A prescindere da ogni attività svolta e conosciuta, agli avvocati scelti dall’amministrazione Bianco Daniela Bolognino, Mario Libertini, Pietro Paterniti e Giovanni Grasso vanno mille euro al mese al netto di IVA e CPA. Singolare la posizione del prof. Giovanni Grasso il quale, oltre che difendere a titolo personale Enzo Bianco in diversi procedimenti, pur facendo parte del “Collegio” viene incaricato come “legale esterno” con parcelle da migliaia di euro liquidate a tempo di record.

La prima fattura a carico del comune di Catania per 15.225,60 euro viene emessa dal prof. avvocato Giovanni Grasso il 2 maggio.

Il 9 maggio, il 10 e l’11 rispettivamente e pari importo quelle degli avvocati Daniela Bolognino, Pietro Paterniti e Mario Libertini.

Sono tutti componenti del “Collegio di Difesa” nominati dal sindaco di Catania Enzo Bianco  con provvedimento 73 del 2014 e rinnovati nel 2015 e 2016: in pratica sono già costati oltre 180 mila euro!

Le parcelle protocollate al comune agli inizi di maggio sono già andate in liquidazione perché è ormai chiaro che quando si tratta di spese legali, almeno alcune, l’amministrazione Bianco è particolarmente solerte, lo abbiamo già visto nei casi degli avvocati personali di Bianco Giovanni Grasso (che è anche componente di questo “Collegio) e Fabio Cintiola.

Nessuno, almeno al momento, è in grado di spiegare quale principio viene osservato dall’amministrazione Bianco nella liquidazione dei mandati di pagamento delle migliaia di fornitori, atteso che quello previsto dalla legge è semplicemente cronologico.

Ma al di là della particolare fretta con cui vengono liquidate guarda caso alcune parcelle, il tema principale rimane quello della opportunità di una spesa pubblica, peraltro rilevante, che non ha eguali in altre pubbliche amministrazioni.

Infatti l’attività di questo “Collegio” così ben remunerato è totalmente sottratta ad ogni principio di trasparenza e dell’attività dei suoi componenti non vi è alcuna traccia salvo sporadici richiami in qualche atto e senza che sia chiara la responsabilità assunta in relazione alle indennità percepite.

Intanto, e mentre centinaia di fornitori attendono da anni pagamenti, compresi i disperati dipendenti delle cooperative sociali che continuano a subire gli inutili “tavoli” inscenati dai loro rappresentanti sindacali, altri 60 mila euro sono volati via dalle casse comunali.

A tempo di record.

Il provvedimento di liquidazione compensi Collegio di Difesa del 13 giugno 2017

Le fatture elettroniche dei componenti del Collegio di Difesa del comune di Catania.