Tante promesse e belle parole sulla riqualificazione delle periferie di Catania attraverso una convenzione firmata da Bianco e Gentiloni che pone una particolare attenzione su San Giovanni Galermo e Trappeto Nord, per 18 milioni di euro, ma la realtà dei fatti non fa certo ben sperare. Intere famiglie dei quartieri più disagiati come Librino, San Giorgio e Pigno, che non sembrano nemmeno essere stati citati nell’ambito di questi fantastici progetti, continuano a vivere nella Cattedrale di Catania da ormai 3 settimane: chiedono un tetto sulla testa, lavoro e dignità e fino ad ora Bianco non li ha ancora incontrati 

Tra i progetti previsti da questo bando sulle periferie si parla di riqualificazione di immobili abbandonati, nuove opere, ristrutturazione di edifici e miglioramento dei trasporti. Il sindaco di Catania  sottolinea l’impegno della propria amministrazione per le zone periferiche spiegando di aver lavorato fino ad ora per il potenziamento delle strutture scolastiche, delle attività sportive e della sicurezza di Librino con l’intento di far nascere una scuola superiore e creando numerosi orti urbani. E, aggiungiamo noi, anche una bella pista ciclabile di un chilometro per due milioni di euro!

Peccato che di questo “straordinario” lavoro dell’Amministrazione a Librino, gli abitanti non ne abbiano visto nemmeno l’ombra e tra le zone periferiche coinvolte in questi progetti di riqualificazione non si fa nessun riferimento a Librino e Pigno, proprio le zone da cui provengono buona parte delle famiglie ancora ospitate al Duomo.

Ma allora di quale riqualificazione si parla? A sentire un abitante di San Giorgio, nonché uno dei ragazzi che dormono al Domo in queste settimane, la situazione dei quartieri fino a questo momento è invece davvero degradante.

“I problemi dei quartieri di San Giorgio e Librino sono tanti: ci sono impianti che si potrebbero sistemare, strutture da recuperare lasciate al degrado per molto tempo –spiega Concetto, 24enne di San Giorgio-  Per quanto riguarda le scuole, che dire, sono purtroppo in pessimo stato con finestre rotte e porte mancanti ma i bambini ci vanno lo stesso e questa non è certo una bella situazione dal momento che rischiano anche la loro incolumità, frequentando strutture fatiscenti. Ma non finisce qui: purtroppo la sera l’illuminazione pubblica è scarsa, e soprattutto il quartiere di Librino è totalmente immerso nel buio e chi non è della zona si può perdere con molta facilità oltre a non sentirsi al sicuro”.

Inoltre, tra una promessa e l’altra di Bianco, attraverso questo bando sulle periferie, i “disperati” della Cattedrale di Catania, avrebbero voluto che il Primo Cittadino si recasse in Cattedrale ad incontrarli per discutere civilmente delle situazione e trovare una soluzione concreta. Ma nulla di tutto questo è accaduto, tant’é che a breve, secondo quanto dichiarato da uno dei ragazzi ospitati al Duomo, l’Arcivescovo dovrebbe incontrare il Sindaco al Comune per discutere della situazione di queste famiglie.

Il dramma più grande che vivono queste persone, oltre al lavoro che non hanno, è quello delle case popolari che, non si capisce bene per quale motivo, non vengono assegnate. E quelle che sono state assegnate non sembrano essere proprio perfette. Così sembra che la maggior parte delle persone disagiate di questi quartieri trovino ospitalità presso amici o parenti, situazione che ormai li ha trasformati in fantasmi della società che chiedono solo un po’ di dignità.