Un pacchetto di 11.000 voti, ottenuto anche grazie all’aiuto del clan Santapaola e che lo ha visto vincitore alle elezioni regionali del 2008. I risvolti sullo scambio di voto politico-mafioso che vede coinvolto l’ex deputato articolista Pippo Nicotra

50.000 euro per assicurarsi un posto all’Ars.
E’ quanto emerso dalla conferenza stampa di stamattina in Procura a seguito dell’operazione “Aquileia” del Comando dei Carabinieri di Catania.
Tra i 18 arrestati spicca il nome dell’ex deputato regionale Pippo Nicotra. 

Ad accendere i riflettori su di lui il pentito Gaetano Vinciguerra, collaboratore di giustizia dal luglio 2015. Per Nicotra, che si trova adesso presso il carcere di Bicocca, l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione aggravata e scambio elettorale politico mafioso.

Le elezioni nell’occhio degli inquirenti sono quelle che lo vedono conquistare un posto alla Regione nel 2008 e poi nel 2012.

Il procuratore Carmelo Zuccaro e il procuratore Francesco Puleio della DDA di Catania hanno spiegato come Pippo Nicotra avrebbe corrisposto 50.000 euro agli esponenti del gruppo mafioso di Acicatena riconducibile a Sciuto “Nuccio Coscia” e legato alla famiglia Santapaola,  con la promessa di procurargli voti per le elezioni che lo videro candidato tra le fila del PdL nel 2008.

Cifra versata in anticipo e in contanti per assicurarsi l’appoggio totale del clan“, specifica il procuratore Puleio. La pratica evidentemente funziona: Nicotra, che nel 2006 era stato con circa 5.000 consensi, nella tornata del 2008 vede raddoppiare i propri voti.

Secondo gli inquirenti, la pratica è stata poi replicata per le elezioni del 2012: in quell’occasione, il deputato regionale ed ex sindaco di Acicatena avrebbe corrisposto 50€ a voto per potersi assicurare nuovamente lo scranno a Palazzo dei Normanni.
“La prassi – ha raccontato ancora il procuratore Puleio nel corso della conferenza stampa – è che, nel caso di mancata elezione, parte del pattuito venga rimborsato”. Cosa non avvenuta nelle elezioni in questione visto che Nicotra fu eletto sia nel 2008 che nel 2012, in questo caso  beneficiando del seggio lasciato libero da Lino Leanza.

Nessun collegamento al momento con le ultime elezioni regionali: infatti, nonostante le intercettazioni che hanno portato al provvedimento odierno siano recenti, gli inquirenti sono al momento riusciti ad ottenere riscontri solo per le tornate elettorali passate.

“Ad essere precisi – ha spiegato il procuratore Zuccaro – avevamo già intercettato in passato conversazioni che interessavano Nicotra, ma risultava tutto poco chiaro“. La svolta è stato l’inizio della collaborazione del pentito Vinciguerra: le sue dichiarazioni, ma soprattutto le conversazioni scaturite tra gli indagati al seguito delle stesse.