Il Giudice dell’Udienza Preliminare, Loredana Pezzino, ha deciso di acquisire, nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto dei rifiuti a Catania, i documenti relativi ad un finanziamento di 50.000,00 euro concesso dall’IPI all’allora Sindaco Raffaele Stancanelli.

L’IPI è l’impresa associata con l’OIKOS di Proto con cui gestice l’appalto a Catania.

Stancanelli ha dichiarato il finanziamento lecito, ma evidentemente il Giudice vuole vederci chiaro.

Sarà il Magistrato ad accertare se vi sia stato un illecito o se invece tutto è stato fatto nel rispetto della legge, ma intanto alcuni interrogativi sorgono spontanei ed esigono una risposta.

Perchè mai l’IPI doveva dare 50 mila euro a Stancanelli, e cioè al sindaco della città presso cui opera con un appalto da 140 milioni di euro?

Perchè Stancanelli ha preso quei soldi? Non si sentiva da quel momento coartato nella sua libertà di amministratore?

La mancata applicazione delle penali alla ATI aggidicataria dell’appalto dei rifiuti ha a che fare con una certa timidezza appunto nei confronti di chi era stato così generoso con il sindaco?

A prescindere da ogni altra considerazione, Stancanelli riteneva corretto ricevere finanziamenti dalla IPI di Deodati, quest’ultimo indagato per esempio per un giro di mazzette per l’aggiudicazione dell’appalto dei rifiuti a Pomezia?

Stancanelli non sapeva che Proto padre, e cioè il patron della OIKOS, con cui l’IPI è raggruppata, aveva subito un arresto per mafia, seppur poi assolto?

E’ lo stesso Stancanelli che si vantava di avere riportato la legalità a Palazzo degli Elefanti, salvo poi restare coinvolto nell’indagine sui servizi sociali, salvo ancora dover spiegare come sia stato possibile che tutta la sua segreteria aveva rapporti di impiego con l’ANFE di Saffo, salvo ora doversi difendere per avre percepito 50 mila euro da una società che come sindaco dovea controllare.

Il finanziamento viene da un imprenditore indagato per un giro di mazzette.
Perché Stancanelli ha ricevuto quel denaro?