Ci sono 4 B&B che a Catania si sono spartiti la “torta dei ricoveri d’urgenza” pagati dal comune. “Urgenza” che spesso dura anni. Altri 16.000 euro liquidati a febbraio a favore di b&b per “provvedere ai ricoveri d’urgenza dei nuclei familiari bisognosi che a seguito di sfratto o sgombero per inagibilità dei locali devono lasciare l’alloggio”.
Due diverse determine, che si vanno ad aggiungersi alle 137 contenenti l’approvazione delle somme già pagate dal Comune e che abbiamo trovato con una semplice ricerca sull’Amministarzione Trasparente.
Un totale che supera il mezzo milione di euro, in un periodo che va dal 2013 ad oggi e con un picco sconcertante tra il 2016 e il 2018

Sono solo quattro i b&b beneficiari degli ingenti proventi dati dalla fornitura di un servizio che possiamo, con certezza, definire continuativo. E che probabilmente, se necessario – ma anche su questo nutriamo forti dubbi – dovrebbe essere subordinato a regolare gara d’appalto. Preferibilmente a ribasso. Della quale ad oggi non abbiamo traccia.

Sì, perché 1.500 euro per soli 17 giorni di ricovero ci sembrano davvero tanti. E pagare 2.500 al mese per dare un letto (non una villa con piscina e colf) ad una famiglia ci sembra decisamente una scelta poco conveniente. Soprattutto, poi, considerando lo stato di dissesto in cui il Comune versa.

Quali sono i b&b e chi c’è dietro?

I nomi ricorrenti, dicevamo sono solo quattro:

  • il B&B Garibaldi, di Benedetto Fichera;
  • il B&B Etnea, di Paolo Lo Re;
  • il B&B Teatro Bellini, dell’avvocato Valeria Barbagallo;
  • il B6B Le coccole, dell’ingegnere Emanuele Tricomi.

Per ognuno di loro, di anno in anno, ci sono decine di pagamenti a fronte di ricevute che, come da normativa per i b&b sono alla persona e con semplice codice fiscale.

Gli importi?
Il Paperon de Paperoni dei b&b è Paolo Lo Re, che in 5 anni ha incassato più di 156.000 euro. Ed è anche uno dei veterani del servizio: uno dei primi pagamenti a cui riusciamo a risalire è del 2012 quando aveva da poco compiuto 18 anni.

Dopo di lui troviamo Valeria Barbagallo che invece del servizio è una novellina. Inizia a fornire il servizio di ricovero d’urgenza solo a luglio del 2016, ma nell’arco di appena due anni e mezzo incassa dal comune oltre 120.000 euro.

Il caso

L’unico di cui però riusciamo a reperire qualche informazione da una semplice ricerca su Google è Emanuele Tricomi. Fratello di Daniele Tricomi, dirigente dell’Irsap.

I due sono noti alla cronaca per l’indagine “Family Business”, condotta nel 2017 dagli uomini della Guardia di Finanza.
Nell’indagine – che ha preso avvio da una puntuale denuncia presentata alla Procura dal presidente dell’Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive – gli uomini del Gico hanno appurato una “una gestione domestica dell’ufficio periferico catanese dell’Irsap“.

“L’esercizio strumentale dei pubblici poteri operato da Daniele Tricomi e Caruso – scrivevano gli uomini della GdF nel comunicato – ha prodotto un evidente danno patrimoniale all’IRSAP e, al contempo, ha favorito l’irregolare assegnazione di terreni a beneficio di imprese che, non rispettando lo stringente dettato normativo, hanno lucrato su un’acquisizione immobiliare realizzatasi a un valore nettamente inferiore rispetto a quello di mercato”.

Tra i beneficiari dell’illegittima azione amministrativa proprio Emanuele Tricomi, fratello del dirigente Irsap.
Emanuele Tricomi, scrivevano ancora gli uomini delle Fiamme Gialle, venne indagato quale “beneficiario di assegnazioni dei terreni quale titolare della ditta individuale NEVA, amministratore della NEVA S.R.L. esercente l’attività di “compravendita di edilizia industriale” e titolare “effettivo” della LOGEX S.A.S. esercente “l’attività di movimento merci relativo a trasporti terrestri”.

Ma come sono stati selezionati i b&b? Sono stati preventivamente concordati i costi? Possibile che non esista una soluzione alternativa e meno dispendiosa per le casse comunali che tenere per tre anni una famiglia in una camera d’albergo spendendo tra l’altro una fortuna?

Ad oggi non abbiamo risposte a queste domande, ma lo chiederemo a chi di competenza.