Gli arrestati, tutti pregiudicati, sono Francesco Sansone (classe 1950), Giovanni Frazzetta (classe 1968) e Armando Pulvirenti (classe 1955), e appartenenti al clan Santapaola-Ercolano, la ben nota famiglia catanese di Cosa Nostra, sono stati fermati dalla Polizia con l’accusa di concorso in estorsione. Sansone si serviva proprio del timore derivante dalla sua appartenenza al clan mafioso, per assoggettare con più facilità le vittime

Le indagini svolte dalla Sezione Reati contro il Patrimonio – “Squadra Antiracket” hanno consentito l’accertamento delle estorsioni, che colpivano in particolare il titolare di un ferramenta, costretto a pagare il pizzo al gruppo mafioso.

La vittima infatti, sin da quando aveva aperto la propria attività, ben 19 anni fa, era stata costretta con minacce a pagare ininterrottamente, inizialmente 400.000 lire al mese e dopo 210 euro mensili, a chi si presentasse a riscuotere, appunto di volta in volta Frazzetta, Pulvirenti o Sansone.

Giovanni Frazzetta in particolare, elemento di spicco della cosca nel quartiere Picanello, era considerato l’uomo di riferimento per la riscossione del pizzo, cosa ben nota fin dal suo arresto nel 2007, avvenuto in flagranza di reato.

In questo particolare caso, Francesco Sansone è stato intercettato dalla Polizia, subito dopo aver intascato il denaro riscosso, appunto 210 euro in contanti, appena fuori il negozio.