Sicurezza, cyber-bullismo, emergenza ecologica, baby gang, droga e degenerazione della movida. Queste alcune delle priorità sulle quali lavorare per il nuovo questore di Catania che si è insediato al posto di Giuseppe Gualtieri nominato prefetto.

“La sicurezza si trova di fronte delle sfide nuove e noi facciamo fatica a metterci al passo con i tempi. Dobbiamo agire con fantasia perché non abbiamo gli strumenti adeguati” si presenta così Alberto Francini, 60 anni e tre figli, alle testate giornalistiche catanesi. Il nuovo questore, originario di Napoli, si dice ottimista nel suo nuovo ruolo di guida e parla già di innovazioni.

Chiede, l’ex questore di Pisa, una comunicazione maggiore tra cittadini e polizia tramite, per esempio, i gruppi di vicinato, da lui già collaudati in altri comuni. I cittadini sono chiamati a ricoprire un ruolo essenziale mantenendo i contatti con il poliziotto di quartiere che funge da collante tra la gente e la questura.

“Ho un nipotino di un anno e mezzo quindi il fenomeno mi tocca direttamente” così commenta Francini la questione del cyber- bullismo che secondo lui non può essere spiegata agli adolescenti da un funzionario statale o da un esperto del settore ma tramite figure professionali vicino al mondo dei diretti interessati, come gli psicologi.

La lotta contro lo spaccio di droga non si ferma anche se purtroppo non riesce a colpire duramente. Le perdite dovute ai sequestri sono già conteggiate dalle associazioni criminali e gli spacciatori arrestati escono di prigione molto velocemente”. I cambiamenti, secondo il nuovo questore, devono partire dalla legislatura: “La legge sull’arresto degli spacciatori risale al 1975- dichiara Francini -quando la figura dello spacciatore era diversa, erano soprattutto i consumetori stessi che spacciavano, adesso dietro ci sono organizzazioni malavitose che rimpiazzano i pusher in men che non si dica. Tuttavia- continua- in questo tempo di ristrettezza economica si devono fare delle scelte politiche e legislative per evitare che i costi delle carceri diventino impossibili da sostenere.”

Francini si dice onorato del nuovo ruolo assunto e conferma di aver già notato delle somiglianze tra Catania e Napoli; in quest’ultima città ha prestato servizio per oltre vent’anni occupandosi soprattutto della sicurezza negli stadi.”Degli aspetti così, a pelle, mi hanno ricordato Napoli, con tutte le luci e le ombre delle nostre città, bisogna solo mettere a frutto tutti gli aspetti positivi del nostro carattere, delle nostre esperienze e della nostra cultura”.

Immancabile il ricordo di Filippo Raciti, secondo il nuovo questore, deve essere ricordato non solo perché ha perso la vita coraggiosamente, mentre era in servizio ma anche perché la sua morte ha segnato un profondo spartiacque nell’ambito della sicurezza negli stadi .