Mimmo Rotella, l’ex presidente dell’associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi e il parroco Orazio Caputo restano indagati a piede libero. I tre uomini sono accusati di favoreggiamento nei confronti del “Santone”, Pietro Angelo Capuana, responsabile di violenza sessuale su minori e plagio nella comunità di Lavina. Il Tribunale del Riesame di Catania, presieduto da Sebastiano Mignemi, ha rigettato la richiesta degli arresti domiciliari avanzata dal pm Laura Garufi perché non sussistono esigenze tali da applicare la misura cautelare
Il difensore di Salvatore Torrisi, Paola Aliberti: “La decisione del Tribunale del Riesame di Catania -afferma il legale- conferma ancora una volta che Salvatore Torrisi, insieme a Mimmo Rotella e il parroco Orazio Caputo, non ha messo in atto nessuna condotta volta a favorire le azioni di Pietro Alfio Capuana. L’ex presidente Torrisi è venuto a conoscenza delle indagini solo dopo la prima perquisizione e non su segnalazione di padre Caputo”.

Secondo quanto emerso in una prima fase delle indagini il parroco Caputo avrebbe violato il segreto di confessione svelando a Salvatore Torrisi, ex presidente dell’associazione di Aci Bonaccorsi, l’esistenza e la natura delle indagini a carico di Capuana.

Restano inalterate le misure cautelari predisposte per Capuana, attualmente in carcere con l’accusa di violenza sessuale su minori e plagio. Non cambiano neanche le posizioni delle tre adepte Fabiola Raciti, Katia Concetta Scapignato e Rosaria Giuffrida, moglie di Mimmo Rotella, ancora oggi ai domiciliari. Le tre “sacerdotesse” sono accusate di favoreggiamento, in particolar modo all’interno dell’associazione degli orrori, secondo i megistrati, avevano il compito di adescare le ragazze e organizzare i turni di visita nella casa di Capuana.