Debutta sabato 25 Novembre, alle ore 20.30, alla Sala Giuseppe Di Martino di Catania, in via Caronda 82, la nuova produzione del Centro Teatrale Fabbricateatro, “Alla fine del tempo”, liberamente tratto da un racconto di Antonio Tabucchi, drammaturgia e regia di Elio Gimbo

L’atto unico, che vedrà in scena Cosimo Coltraro, Puccio Castrogiovanni e Sabrina Tellico, come i recenti lavori di Fabbricateatro, “Discorso su noi italiani” e “Il Principe”, parte come un enigma da risolvere, con una domanda personale del regista all’inizio del lavoro teatrale. La domande del regista stavolta sono: cosa succede nella nostra coscienza dopo la morte? Ritroviamo noi stessi? Rivediamo il nostro passato? Compiamo un ultimo e definitivo bilancio di chi siamo stati?

 “Quando lo scorso anno l’attore ed amico Cosimo Coltraro – spiega il regista Elio Gimbo – mi presentò “I dialoghi mancati” di Antonio Tabucchi, manifestandomi il desiderio di interpretarne uno, non avevo una chiave precisa per una interessante messa in scena, sapevo solo che lo sfogo di Enrico – personaggio centrale della vicenda – non poteva indirizzarsi realmente al cadavere ancora caldo del fratello, ma occorreva rimescolare il mazzo di carte. Lo spunto decisivo mi arrivò dalla lettura di un articolo circa un esperimento di alcuni ricercatori universitari del Michigan e che comprovava una straordinaria attività cerebrale immediatamente seguente la morte cardiaca: il nostro cervello per molti secondi, forse minuti, produce un ultimo fuoco d’artificio. Che sia quella l’eternità,- ho pensato-, per la nostra coscienza? Forse l’ultima immagine in cui l’Io si fissa definitivamente”.

 “Tu credi all’eternità?” – continua Gimbo – mi domandò un amico poi, a bruciapelo e l’interrogativo mi riportò al racconto di Tabucchi. “Non come realtà oggettiva, fu la mia risposta, citando l’esperimento universitario, ma è possibile che il cervello regali un ultimo incontro definitivo alla nostra coscienza”. Il mio amico commentò “Se è così, quando accadrà, spero di incontrare mia figlia” ed io risposi: “Sarà così e dopo sarà lei che guiderà te come un bambino, il suo papà-bambino”.

La compagnia Fabbricateatro nasce nel 1992 con il principale scopo di rinnovare le pratiche del teatro contemporaneo catanese sull’onda del movimento siciliano antimafia, per volontà di Elena Fava, Giacinto Ferro, Elio Gimbo – che ne è ancora il regista e direttore artistico – Cinzia Finocchiaro, Cinzia Caminiti, Bruno Torrisi, Domenico Gennaro, Marco Marano, Giusi Gizzo.

Nel corso dei primi 25 anni di esistenza la compagnia è stata veicolo di innovazioni tecniche grazie anche a rapporti di intensa collaborazione con altre importanti realtà teatrali di gruppo: gli allestimenti attori e pupi condotti con la Marionettistica fratelli Napoli, la collaborazione con il Living theatre di New York, i progetti di “correzione teatrale dello spazio urbano” come: il teatro di paglia estivo, il Carro di Tespi e Shakespeare al Castello, i progetti di promozione e diffusione della cultura teatrale con la facoltà di Lettere quali TEATRIDEUROPA. Ha sempre perseguito il modello organizzativo del teatro di gruppo, per cui il lavoro teatrale è affidato ad un gruppo di lavoro stabile che al proprio interno costruisce una realtà organizzata quanto più possibile autonoma ed incisiva nelle scelte poetiche. Oggi i suoi componenti stabili sono Daniele Scalia, Elio Gimbo, Cosimo Coltraro, Sabrina Tellico, Pietro Lo Certo, Elvio Amaniera.

Sala “Giuseppe Di Martino” e Spazio “Pippo Fava”

 La Sala “Giuseppe Di Martino” è lo spazio al chiuso del nuovo Centro Teatrale Fabbricateatro. Ha una ampiezza di 45 mq, è dotata di impianto luci e fonica, ampi camerini con bagno autonomo, un piccolo foyer, è volutamente priva di strutture fisse atte a designare gli spazi di scena e platea, può accogliere sia spettacoli a pianta centrale che a visione frontale. I posti a sedere variano, perciò, da un minimo di 25 ad un massimo di 45 grazie ad un sistema di praticabili e panche che consentono in poco tempo di ricreare lo spazio della sala.

Il Centro dispone di analogo spazio all’aperto, intitolato a Pippo Fava, dotato di cortile e giardino en plein air dove svolgere attività affini alla linea della Compagnia Fabbricateatro, residente stabile del Centro.

 L’origine di questo spettacolo nella mia biografia personale è raccontata, è spiegata, proprio da questi due episodi personali. Immagino infatti, immediatamente dopo la morte per ognuno di noi, uno smarrimento simile a quello dei bambini e, in una luce accecante di una scena finalmente pura, l’avanzare di figure accoglienti che ci conducono per mano verso una nuova condizione.

Questa è la veste che ho cucito per “Alla fine del tempo, il nuovo spettacolo–enigma di Fabbricateatro. Ed anche stavolta attendo la risposta da un lavoro sul mistero della vita che ci attende quando non ci saremo più”.

Lo spettacolo debutterà, quindi, alla Sala Di Martino il 25 Novembre, alle ore 20.30 e verrà replicato il 26, 29, 30 Novembre e il 2, 3, 5 e 6 Dicembre 2017 (Orari feriali ore 20,30 – Domeniche ore 18,30). Assistente alla regia Angela Tinè, disegno luci Elvio Amaniera, scena Bernardo Perrone, costumi Fabbricateatro, organizzazione Daniele Scalia. Ingresso: € 10,00 intero – Ridotto: € 8,00 – Info e prenotazioni 347.3637379.