Cambiano gli indicatori per il calcolo della contribuzione degli studenti, molto più semplice ma di fatto non allevia il carico dei costi. Il Codacons propone una riorganizzazione dei servizi didattici essenziali e costituisce l’Unicodaconsct a tutela degli studenti

Come previsto dalla nuova legge di stabilità n. 232/16 entrata in vigore all’inizio di quest’anno, il vecchio Indicatore della Condizione Economica del nucleo familiare (Ice) sarà sostituito dal solo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Questo facilita le operazioni per il calcolo della contribuzione universitaria per il prossimo Anno Accademico, ma non alleggerisce i costi della didattica sulle famiglie degli studenti e la stessa abolizione della tassa di iscrizione appare solo fittizia, in quanto essa ricompare sotto la voce “contributo onnicomprensivo annuo”.

A conti fatti le modifiche annunciate dai quotidiani cambiano la forma ma non la sostanza dei costi. Il Codacons apprezza senz’altro il tentativo del nuovo Cda dell’Università di Catania di cominciare ad affrontare i problemi della didattica che da tempo affliggono in maniera pesante l’Ateneo. Tuttavia sostiene che il problema vada affrontato riducendo in maniera significativa  l’ammontare delle tasse universitarie i cui costi gravano sempre più sulle famiglie negando di fatto il diritto allo studio.

Il Codacons ritiene anche che pur essendo un problema importante, quello delle tasse è da considerare di importanza secondaria rispetto a quello della riorganizzazione dei servizi didattici essenziali che va integrato con iniziative di incentivazione allo studio.

“Non si può pensare – afferma il Codacons – che l’Università di Catania possa risalire posizioni nel campo della didattica senza procedere ad una attenta e drastica riprogrammazione dell’intera offerta formativa, oggi manifestamente appesantita e compromessa da troppi corsi di laurea. Il loro mantenimento rappresenta un pesante fattore di criticità, causa principale di una distribuzione non equa di risorse umane, strumentali e finanziarie che deprimono e appestantiscono l’intero settore formativo.”

Ma per il Codacons il solo taglio dei corsi di laurea inutili non è sufficiente per rivitalizzare il settore della didattica. Parallelamente l’Ateneo catanese deve sottoporre a periodiche verifiche il proprio operato e se necessario correggere la propria programmazione didattica. Deve anche arricchire il proprio ventaglio di offerte formative in maniera che siano sempre quanto più possibile coerenti con le reali esigenze occupazionali espresse dalla società cercando un maggiore confronto con il modo del lavoro.

Mantenendo fede al suo impegno di sostenere il Rettore Francesco Basile per il superamento delle criticità  e nell’intento di perseguire gli obiettivi già pubblicamente espressi, il Codacons costituisce l’Unicodaconsct, uno sportello di assistenza e di tutela degli studenti e dei cittadini affinché i loro diritti di consumatori dei servizi che l’università è istituzionalmente chiamata a fornire siano adeguatamente soddisfatti, monitorandone anche la qualità.

A questa nuova sezione del Codacons vengono chiamati a dare il proprio contributo esperti provenienti dal mondo universitario, ma anche da quello del lavoro.