Una piccola crew capitanata da 3 vigili del fuoco ( Vincenzo Scillipoti, Vincenzo Chiarenza e Gianfranco Tirri) si è mossa ieri mattino all’interno della chiesa di San Nicola l’Arena in Piazza Dante a Catania. Per l’operazione di “recupero e messa in sicurezza” della statua di San Nicola, mi hanno specificato i pompieri…Al loro fianco c’erano anche due stimatissimi accademici e un Monsignore…


Madido di sudore anche lui, Gaetano Zito, mentre la statua veniva imbrigliata, posata su un paranco, staccata da terra, spinta per un centinaio di metri e quindi riposata su una base precedentemente preparata.

1290 chili di marmo di Carrara che hanno preso le fattezze di un magnifico San Nicola sotto i colpi di scalpello di un anonimo nel 1624, come riporta la bse della statua stessa.

“La statua – stando a quel che dice il Prof. Froiio, ordinario della cattedra di Restauro presso l’ Accademia di belle Arti – deve essere stata scolpita per stare all‘esterno. Probabilmente in un una nicchia della facciata: lo testimonia la sua forma allungata e la parte posteriore del manufatto che è appena sbozzata. Questo San Nicola deve essersi miracolosamente salvato dalla distribuzione arrecata da uno dei terremoti ricorrenti a Catania, quello dal 1693”.

Logico chiedersi che ci facesse sino a ieri a terra conservato in un angolo buio.

“Questa San Nicola l’ho sempre visto un poco mesto lasciato in quell’ angolino all’interno del passaggio che dalla navata sinistra porta alla Cappella dei caduti” spiega Monsignore Zito. “Poi sono intervenuti i professori Froiio e Giansiracusa e gli studenti del Corso di Restauro e il marmo ingiallito dal tempo è ritornato splendente. Insomma San Nicola sembrava proprio pronto per tornare in mezzo alla sua comunità”.

Ci voleva quel pizzico di energia nervosa in più che contraddistingue tutte le azioni di questo coltissimo Monsignore perché accadesse un nuovo piccolo miracolo.

Che appunto è accaduto ieri mattina grazie alla perizia dei 3 vigili del fuoco offertisi volontari: la statua si è spostata.

Ora San Nicola benedice dalla navata di sinistra in piena luce, felice e contento.

Gli mancano un paio di falangi della mano sinistra, lo sguardo è ancora un po’ stupito per tutto il trambusto subito, ma si vede che è gratificato dal posto che occupa al centro della maestosa Cappella che lo ha accolto.

Da non crederci: un turista presente per caso lo ha immediatamente coinvolto nel suo primo selfie.


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”. Ha pubblicato libri di saggistica e fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine Sudstyle.