Ultimata davanti al Gip Anna Maria Cristaldi questa delicata fase delle indagini riguardanti l’inchiesta che ha sconvolto la comunità di Lavina, ad Acibonaccorsi, la scorsa estate. Presente anche oggi in aula il “santone” Pietro Alfio Capuana, attualmente in carcere con l’accusa di violenza sessuale su minori e plagio. Coinvolte nel caso anche le tre adepte complici Fabiola Raciti, Katia Concetta Scarpignato e Rosaria Giuffrida per le quali erano stati disposti gli arresti domiciliari

Le ultime tre ragazze, all’epoca dei fatti ancora minorenni, hanno raccontato quali sarebbero stati gli abusi subiti dal “santone” nei locali dell’associazione Cultura e Ambiente e nelle case di Motta Sant’Anastasia, Ficarazzi e Bronte. A fornire la sua testimonianza è stata anche una donna che ha fatto riferimento ad alcuni fatti avvenuti circa vent’anni fa sempre all’interno del circolo degli orrori.

Si tratta dell’ultimo incidente probatorio delle presunte vittime del “santone”. Davanti l’aula erano presenti come sempre alcuni amici e parenti dell’uomo. Per tale motivo, come già successo negli incontri precedenti, le testimoni sono state fatte passare da un altro ingresso.

Il fascicolo completo delle testimonianze, uniche e irripetibili, adesso sono passate al pm Maria Scavo che si occuperà di concludere la fase investigativa.

Presenti oggi in aula durante l’udienza, tenutasi a porte chiuse, anche l’avvocato delle parti offese Tommaso Tamburino e i difensori di Capuana, Mario Brancato e Giada Taccia.

Nel frattempo, si attende ancora la decisione del Tribunale del Riesame di Catania riguardante la richiesta delle misure cautelari ai domiciliari richieste dal pm nei confronti dell’ex assessore ed ex deputato regionale Mimmo Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, del prete Orazio Caputo e dell’ex presidente dell’associazione Cultura e Ambiente, Salvatore Torrisi. I tre uomini sono indagati a piede libero con l’accusa di favoreggiamento nei confronti del “santone” Capuana.