Pietro Capuana e le sue tre “adepte” Rosaria Giuffrida, Fabiola Raciti e Katia Concetta Scarpignato che attualmente si trovano agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento, potrebbero tornare in liberta’ entro marzo. La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Mario Brancato e Giada Taccia, difensori delle tre donne e del “Santone” accusato di violenza sessuale su minori e plagio. Il Tribunale del Riesame di Catania dovrà rivedere le misure cautelari dei quattro arrestati

Le indagini relative all’inchiesta dei 12 Apostoli sono iniziate nel 2016 dopo la denuncia presentata da una mamma delle vittime di violenza. La donna insospettita dal comportamento della figlia, scoprì nella chat del telefono una lunga serie di messaggi che raccontavano il presunto orrore vissuto all’interno dell’Associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi.

In particolare, dal racconto che le vittime hanno fatto in occasione degli incidenti probatori, è emerso che i vari abusi sessuali si sarebbero consumati nelle case di proprietà del “Santone” tra Motta Sant’Anastasia, Ficarazzi e Bronte. Ad organizzare i turni giornalieri sarebbero state le tre “adepte” Fabiola Raciti, Katia Concetta Scarpignato e Rosaria Giuffrida.

Fabiola Raciti avrebbe avuto il compito più importante, ovvero quello di scegliere le “ancelle” e convincerle a provare l’esperienza mistica con il “Santone” Capuana.

L’avvocato dei quattro imputati, Mario Brancato, raggiunto da Sudpress non nasconde di essere “molto soddisfatto della decisione presa dalla Cassazione che adesso darà  anche le linee guida sulle quali dovrà basarsi il Tribunale del Riesame di Catania durante la rivalutazione delle misure cautelari dei miei assistiti. Il responso della Cassazione ha giudicato come immotivate le misure cautelari scelte per Capuana, che attualmente si trova ancora in carcere, Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scapignato agli arresti domiciliari”.

“Ho avuto modo di commentare la notizia solo con Rosaria Giuffrida, Fabiola Raciti e Concetta Scarpignato – conclude il penalista-. Le tre donne ovviamente sono felici del decisione presa dalla Cassazione, che le ha giudicate senza il ‘condizionamento ambientale’ creato dalla vicenda. Comunque sia nel mese di marzo avremo modo di conoscere quali sono le motivazioni che hanno spinto la Cassazione ad annullare l’ordinanza del Tribunale del Riesame”.